"Stt, Ferretti è estraneo al problema". E la Cgil dichiara sciopero il 17 dicembre

Cgil: "L'Assessore Ferretti ha dimostrato la totale estraneità al problema, non accettando le richieste di incontro rivoltegli. In assenza di risposte è proclamato il 17 dicembre prossimo uno sciopero con presidio sotto la sede del Municipio"

"Le OO.SS. - si legge nella nota diffusa dalla Cgil di Parma - ed i dipendenti di Stt dichiarano il loro stato di agitazione e la preoccupazione per il loro futuro lavorativo, perché, nonostante l’atteggiamento di collaborazione manifestato inizialmente da parte degli Organi direttivi di Stth e dell’Amministrazione Comunale, tutto sembra essersi fermato alla data del 20 Settembre, quando l’Assessore Ferretti, da poco insediatosi, aveva preso accordi con le OO.SS e l’Amministratore Unico di STTH di riunirsi al più presto per cercare di risolvere il problema occupazionale dei lavoratori della Holding.
 
Purtroppo, dopo quella data, l’Assessore Ferretti ha dimostrato la totale estraneità al problema, non accettando le richieste di incontro rivoltegli, richieste che si sono succedute incessantemente via via nel tempo fino ad oggi. In assenza di risposte è proclamato il 17 dicembre prossimo uno sciopero con presidio sotto la sede del Municipio in piazza Garibaldi.
 
Se da una parte leggiamo sui giornali frasi diffuse dall’Assessore, che parlano di GRUPPO PARMA, intendendo con questo slogan il Comune e le sue partecipate (che è tale anche per Legge, in quanto si parla dal 2014 di Patto di Stabilità per le amministrazioni pubbliche e le  partecipate), dall’altra abbiamo  un silenzio troppo rumoroso che si traduce in un abbandono per inerzia di dieci lavoratori di una partecipata del Comune di Parma che rischiano il licenziamento (tra l'altro a breve se il Governo non rinnoverà la cassa straordinaria in deroga).

LA REPLICA DI FERRETTI. L’assessore alle società partecipate Marco Ferretti interviene sulla nota diramata dai sindacati di categoria CGIL, CISL e UIL in merito alla vertenza della partecipata STT: “E’ vero che dopo il mio insediamento ho avuto contatti con le organizzazioni sindacali e che mi ero impegnato a verificare la possibilità di risolvere il problema di ricollocazione dei lavoratori in esubero dipendenti della società STTIntanto faccio presente che dei 10 lavoratori collocati in cassa integrazione, attualmente 3 lavorano in STT e altri 3 sono distaccati temporaneamente presso la società Parma Infrastrutture. Al momento restano quindi 4 persone che non svolgono attività lavorativa. Detto questo, pur essendo dispiaciuto per questi lavoratori, che si trovano comunque nell’incertezza per il loro futuro, voglio rendere noto di avere dato corso a quanto promesso. Infatti ho esperito una ricognizione fra le società partecipate del Comune, dalla quale non sono scaturiti risultati positivi per la possibile assunzione di questi lavoratori, in quanto anche i pochi posti disponibili non presentavano alcuna affinità con la loro attività professionale. Per di più, nel frattempo, lo scenario normativo è radicalmente mutato, rendendo impossibile qualsiasi forma di mobilità degli esuberi da una società partecipata all’altra. E questo non certo per colpa del Comune di Parma. Questo tipo di mobilità era infatti permesso, al momento in cui era aperta la trattativa con le organizzazioni sindacali, in virtù dell’art. 3, comma 2 del decreto legislativo n. 101/2013. In sede di riconversione, la legge n. 125 del 30 ottobre scorso, ha però soppresso la norma che consentiva la mobilità dei dipendenti fra le aziende partecipate, demandando ogni eventuale diversa decisione in merito alla legge di stabilità, che è ancora in fase di evoluzione e che oggi non contiene nessuna previsione del genere. Da parte del Comune, quindi non c’è stato nessun disinteresse, ma semplicemente la presa d’atto di condizioni che oggi non consentono di raggiungere un risultato positivo sulla vicenda. Per parte mia resta la piena disponibilità al dialogo per cercare, se esistono, soluzioni percorribili anche se queste, ora, non dipendono dalla nostra volontà”.

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"Attendiamo perciò con urgenza -prosegue la nota dei sindacati-che il Primo Cittadino o l’Assessore preposto si occupino (preoccupino) fattivamente ed in tempi rapidi alla soluzione dei lavoratori di STTH. Il futuro deve essere tale anche per i lavoratori di Stth che non possono addossarsi le colpe di un Governo e di Amministrazioni pubbliche che hanno creato partecipate con voragini di debiti, che oggi tutti  vorrebbero far scomparire. Se la responsabilità esiste che venga addossata e fatta pagare con azioni di responsabilità ai politici che in primis hanno generato disavanzi e passività; i lavoratori dovranno essere gli ultimi a pagare per questo scempio e non l’inverso, come invece capita spesso in Italia."

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