Spip, l'Audit: "Plusvalenze di 40 milioni di euro per beneficiari ignoti"

Un dossier dettagliato sul concordato: "E' iniquo perchè rischia di sottrarre beni pubblici alla collettività e improponibile perchè si basa su un'erogazione ingiustificata di finanziamenti pubblici a fondo perduto"

"Il concordato preventivo e il ruolo avuto dalle banche nei finanziamenti sono state scelte inique e insostenibili. Scelte gravi per la ricapitalizzazione di Stt che penalizzano due volte i cittadini sia per l'indebitamento che per privatizzazione di servizi pubblici". Queste le parole di Cristina Quintavalla della Commissione Audit, nell'illustrare il dossier sulla Spip. "Una vicenda emblematica, uno scandalo paradigmatico attraverso il quale vediamo il funzionamento della struttura del potere in questa città", sottolinea Quintavalla nell'analizzare due aspetti sui quali la commissione si è focalizzata in particolar modo: l'analisi del piano concordato preventivo e il ruolo avuto dalle banche nel finanziamento dei terreni aquistati da Spip.

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'PLUSVALENZE DI 30-40 MILIONI DI EURO'. "Dalle ricostruzioni fatte sono emerse plusvalenze che si aggirano attorno ai 30-40 milioni di euro, per beneficiari risultati ignoti. La scelta sostenuta anche dall'Amministrazione Comunale oltre che Spip e Stt è di andare a un concordato preventivo con i creditori". Partendo da questo punto, ossia da un debito di 109 milioni di euro di Spip, la delibera del 3 maggio 2011 del Consiglio di amministrazione Spip di mettere la società in liquidazione, a cui ha fatto seguito nel dicembre dello stesso anno la domanda di ammissione al concordato preventivo. Il piano concordatario prevedeva inizialmente il recupero di risorse attraverso la cessione dei terreni di Spip 2 e Spip 3 a potenziali aquirenti, un importo di 2.800.000 euro derivante dai risultati dell'azione di responsabilità verso gli ex amministratori e infine l'erogazione di 5.000.000 euro da parte di Stt entro fine 2015.

Una via che trova un appoggio attraverso la delibera che autorizza "Spip srl in liquidazione con il supporto di Stt Holding Spa a coltivare le trattative con il ceto creditorio dirette alla stiupulazione di un accordo ex art. 182 bis L.F. che preveda espressamente la possibilità per Spip Srl in liquidazione di evitare l'iscrizione a sofferenza nel sistema bancario; di autorizzare Stt Holding as assumere l'impegno di effettuare a titolo di aumento di capitale o finanziamento soci, il versamento di una somma fino a 5.000.000 in favore di Spip srl in liquidazione finalizzata alla stipulazione del suddetto accordo di ristrutturazione ex at. 182 bis L". Successivamente però, il 20 aprile 2012 viene rinviata l'udienza per indisponibilità di Spip a versare 5.000.000 di euro a fondo perduto a Spip. Qualche mese dopo, il 31 luglio, arriva la proposta di modifica della domanda di concordato e il 2 agosto fissato il termine del 15 agosto 2012 per depositare il piano, data in cui sono apportate integrazioni alla domanda di concordato e presentato un nuovo piano concordatario.

LA NEWCO. Un piano, come sottolinea Quintavalla, a cui si approda proprio per mancanza di disponibilità di Stt a versare i 5 milioni di euro a fondo perduto a Spip. Il nuovo piano propone la scissione in due parti e la creazione di una nuova società, Newco a cui verrebbero devoluti i crediti e i debiti, quindi i terreni, Spip 2 e Spip 3, e i debiti verso le banche. In tal modo Spip cederebbe a Stt i diritti "derivanti dal servizio delle azioni di responsabilità nei confronti degli ex amministratori", a seguito del versamento di 2,8 milioni di euro da Stt per poter pagare i debiti rimasti all'originaria Spip. La commissione si chiede le ragioni per le quali Stt dovrebbe erogare a fondo perduto denaro pubblico per 2,8 milioni di euro per favorire banche che sono coinvolte nel finanziamento dei terreni Spip, con dubbi sulla legittimità di acquisizione.

AZIONI IREN IN PEGNO ALLE BANCHE. Punto importante sottolineato dalla Commissione la ricapitalizzazione di Stt attraverso la cessione in pegno alle banche di azioni Iren, scelte gravi, tuona la Commissione Audit, soprattutto perchè ricadrebbero sui cittadini, come indebitamento e perchè il pegno suelle azioni Iren e la vendita sul mercato nel 2015, comportano una lesione dei diritti dei cittadini per la privatizzazione del servizio dell'acqua. Altro nodo fondamentale per comprendere, sottolinea Quintavalla, il sistema di vasi comunicanti, quello relativo alla cessione dei terreni, infatti nel piano concordatario si precisa che l'indebitamento bancario potrà essere "soddisfatto con l'effettivo incasso delle vendite dei terreni che quindi potrà essere inferiore al valore dei crediti trasferiti".

IL RUOLO DELLE BANCHE. Un piano concordatario inaccettabile secondo la Commissione Audit, che sottolinea anche come il piano finanziario alla base dell'accordo con i creditori non sia sostenibile perchè compromesso dalla situazione economica grave in cui versa Stt. "E' iniquo - sottolinea Quintavalla - perchè rischia di sottrarre beni pubblici alla collettività e improponibile perchè si basa su un'erogazione ingiustificata di finanziamenti pubblici a fondo perduto danneggiando Comune e cittadini". Punto cardine del dossier anche il ruolo delle banche, tra finanziamenti di grossa entità garantiti da ipoteche su terreni già di proprietà Spip su cui sono stati attribuiti valori cautelari e valori di credito ipotecario superiori al loro effettivo valore di mercato. Attenzione della Commissione Audit focalizzata in particolare sul contratto di Finanziamento fondiario stipulato il 18 aprile 2007 con un pool di banche riguardante il progetto Spip 2 e il contratto stipulato il maggio 2009 con il  quale è stato concesso un finanziamento ingente per il progetto Spip 3. Questi atti, secondo quanto sostenuto dalla Commissione Audit, danno l'idea di essere stati stipulati per estinguere finanziamenti a breve e finanziamenti ponte già erogati ma non sorretti da garanzie adeguate.

Nel primo caso "i confronti con le stime non hanno aiutato a comprendere in base a quali fattori i periti siano pervenuti all'individuazione del valore cautelare attribuito a terreni inclusi nel progetto Spip 2. Con quali parametri i periti sono perfenuti a un valore cautelare di 81 euro al mq notevolemente superiore quasi del doppio al valore attribuito alla superficie fondiaria, ossia 80,01 euro a fronte di 45 euro al mq?" Anche nel secondo caso, relativo al contratto di mutuo del 7 maggio 2009 per il progetto Spip 3, la Commissione Audit sottolinea come quello che pare assunto come valore di credito ipotecario o cautelare confrontato con valori presenti in stime d'epoca appare superiore al valore di mercato. Per le motivazioni emerse nel dossier la Commissione Audit ha predisposto un esposto per segnalare le modalità di erogazione dei finanziamenti sulle ipoteche per far si che si possano riscontrare eventuali anomalie.

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