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In stazione con un chilo di marijuana nella borsetta: in manette 25enne nigeriana

La Polizia Ferroviaria di Parma ha effettuato un normale controllo a una giovane straniera: gli operatori si sono accorti della presenza della droga nella borsetta: sul mercato avrebbe fruttato 15 mila euro. La 25enne è stata condannata a 2 anni di carcere, pena sospesa

L'8 maggio, intorno alle ore 21.00, una pattuglia del Posto di Polizia Ferroviaria di Parma, nel corso dei consueti controlli in ambito ferroviario identificava una viaggiatrice straniera da poco giunta a bordo di un treno proveniente da Bologna. Gli agenti, notavano immediatamente che la giovane, inizialmente tranquilla e pacata, cambiava atteggiamento nel momento in cui è stata nvitata presso gli uffici al fine di effettuare le rituali consultazioni degli archivi di polizia. 

Una volta giunta in ufficio la giovane ha manifestato evidenti segni di nervosismo ed agitazione, comportamento non compatibile con il tenore e la breve durata dei controlli effettuati. Gli operatori mostravano un notevole “fiuto investigativo” non solo in senso metaforico, ma soprattutto materiale in quanto, insospettiti dall’atteggiamento descritto, hanno notato che la giovane nutriva una particolare attenzione per la borsetta che aveva al seguito. La donna, nel cercare il proprio permesso di soggiorno nella borsetta, mostrava un atteggiamento non solo poco collaborativo, ma alquanto sospetto che aveva indotto gli operatori ad avvicinatisi alla persona e a rendersi velocemente conto che dalla borsetta proveniva il tipico odore della sostanza stupefacente di tipo “marijuana”. 

Alla luce delle evidenze sino ad allora accertate, gli operatori decidevano di approfondire il controllo applicando quanto previsto dal testo unico degli stupefacenti ed effettuare un’ispezione del contenuto della borsa che consentiva di rinvenire al suo interno n.2 involucri di cellophane trasparenti contenenti una mistura di colore verde di foglie ed infiorescenze compattate a formare due panetti per un peso complessivo lordo di gr.1083,2, sostanza che sottoposta a successivi esami tecnico-scientifici confermava i dubbi degli operatori di Polizia risultando effettivamente stupefacente del tipo marijuana che veniva pertanto immediatamente sequestrata. 

Dei due involucri, il primo, del peso lordo di grammi 1080, era confezionato in modo ermetico e conteneva al suo interno polvere di colore marrone, in seguito risultata caffè, sostanza normalmente utilizzata dai trafficanti per “dissimulare” le tracce olfattive degli stupefacenti, mentre il secondo involucro, del perso lordo di grammi 3,1, risultava malamente sigillato e, verisimilmente, emanava l’odore che gli agenti avevano notato. 

Alla luce di quanto accertato la straniera, venticinquenne, di nazionalità nigeriana, incensurata e regolarmente soggiornante in Italia, con residenza anagrafica in Parma ma di fatto senza una effettiva dimora, è stata tratta in arresto per il delitto di traffico di stupefacenti ex art. 73 comma 1 e 4 del D.P.R. 9 0ttobre 1990 nr.309 (testo Unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope) ed in data 09.05.2015 veniva sottoposta a giudizio direttissimo, in esito al quale veniva convalidato l’arresto ed il giudice la condannava alla pena di anni due di reclusione, al pagamento di euro 6.000,00 di multa, oltre che delle spese processuali. La pena detentiva è staa sospesa e contestualmente veniva disposta la confisca e distruzione della sostanza stupefacente e di tutto quanto era stato sequestrato durante le indagini 

Sono in corso indagini finalizzate all’individuazione dei “terminali” dello stupefacente, considerato che sul mercato al dettaglio dello spaccio, il quantitativo sequestrato poteva fruttare ai soggetti coinvolti una somma complessiva stimata intorno ai 15.000 euro.

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