Regio, Ghiretti torna all'attacco: "Il programma del Festival Verdi? Non all'altezza"

Teatro Regio. Roberto Ghiretti torna all'attacco dopo la diffusione del programma del Festival Verdi 2013: il consigliere chiede chiarimenti su benefit e costi. "Bar, sorge il dubbio di un aiutino 'fuori sacco'"

Teatro Regio. Roberto Ghiretti torna all'attacco dopo la diffusione del programma del Festival Verdi 2013. Il consigliere di Parma Unita che già in passato con aveva risparmiato critiche alle azioni della giunta del sindaco Pizzarotti ritorna a parlare della questione Regio, mettendo in fila tutte le anomalie registrate dopo il passaggio alla 'gestione grillina' della struttura culturale.

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"Debbo purtroppo constatare -esordische Roberto Ghiretti- che continua l'opacità nella gestione a 5 Stelle del Teatro Regio. Provo a mettere in fila le cose che sappiamo e quelle che non conosciamo. Partiamo dal management. È stato sostituito, come probabilmente era giusto fare, ma alla fin fine ci ritroviamo con una dirigenza dal costo globale non dissimile al precedente ma, se possibile, con un ancor meno chiaro rapporto in merito a note spese, benefit e presenze effettive in sede. Su questi aspetti urge fare chiarezza e trasparenza.

Secondo punto. La programmazione culturale e progettuale è ai minimi termini. Per ora notiamo che idee nuove ed efficaci non ci sono. La scelta può essere di continuare nel solco della tradizione verdiana, oppure fare sperimentazione o tutte e due le cose insieme, ma ben esplicitate. Ci sembra che manchi un orizzonte culturale e sarebbe ora che l'assessore alla cultura, Laura Ferraris, illustrasse il suo progetto per il Regio.
Va inoltre detto che sponsorizzazioni di livello nazionale non ne sono arrivate; anche se obiettivamente il momento economico è difficile, l'impressione è che non siano nemmeno state cercate. L'idea del parco naturale della musica portata avanti in campagna elettorale e in una prima mozione al consiglio comunale è rimasta finora lettera morta. Il programma del Festival Verdi 2013 è appena sbozzato e non all'altezza di un bicentenario.

Terzo punto. Sul piano dell'organizzazione non c'è stato quel cambiamento che si propagandava. Tutto sembra essersi fermato alla sostituzione dell'Orchestra, con la cancellazione dell'esperienza formata negli anni scorsi. Diverso trattamento è stato riservato al Coro, che pure ha cambiato ragione sociale. Ci sono poi contratti in scadenza di cui non si sa nulla. E' stato ingaggiato un costoso ufficio comunicazione ma, a quanto risulta, gli effetti in campo nazionale sono vicini allo zero.

C'è poi il capitolo dei bilanci. In attesa di conoscere il consuntivo 2012 dell'intero Teatro Regio torniamo a chiedere lumi sull'ultima edizione del Festival. Parma Unita non si rassegna a stendere un velo pietoso, senza ancora saper nulla di ufficiale. Al proposito sottolineo che è trascorso invano un altro mese dalla mia denuncia pubblica della mancata ricezione del bilancio dell'ultimo Festival Verdi, richiesto per la prima volta nel novembre scorso. Nei giorni scorsi ho chiesto formalmente al presidente del consiglio comunale Vagnozzi di accompagnarmi negli uffici del Regio per acquisire la documentazione.

Infine, collaterale, c'è il caso dell'assegnazione del bar. Se i vincitori della gara affermano alla stampa che presto metteranno tavolini all'aperto, sul lato prospiciente piazzale Paer, quando questo è palesamente in contrasto con le regole dettate dalla Soprintendenza ai Beni Culturali, qui c'è qualcosa che stona. Non possiamo pensare che i gestori del bar siano talmente sprovveduti da aver millantato un servizio che non si può fare. Sorge il dubbio che qualcuno abbia promesso “fuori sacco” un aiutino di cui non poteva disporre. Su questo argomento ho presentato interrogazione e spero si faccia presto chiarezza".

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