Terme di Salsomaggiore, Villani: "L'azienda è ormai da tempo tecnicamente fallita"

L’esponente di Fi-Pdl vuole anche sapere se si intenda accertare la responsabilità dei “reiterati falliti piani industriali approvati” e se si ritenga di “mettere in opera un’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori”

La società Terme di Salsomaggiore e Tabiano spa, “di cui la Regione Emilia-Romagna detiene il 23,45 per cento del pacchetto azionario”, “presenta bilanci in disavanzo ormai da diversi anni” e, “addirittura, la chiusura del bilancio 2013” sarebbe “peggiorativa rispetto a quella del bilancio 2012”, tanto che la Giunta si vedrebbe “costretta a vincolare, nel prossimo bilancio di previsione, una somma pari alla perdita dell'esercizio 2013, quasi 2,5 milioni di euro, in proporzione alle quote di proprietà secondo i dettami di legge”. 

E’ quanto denuncia Luigi Giuseppe Villani (Fi-Pdl) in un’interrogazione rivolta all’esecutivo regionale, in cui segnala che “nel conteggio della passività non figura il conto complessivo e reale del costo del lavoro, che è sgravato dall'utilizzo continuativo, per un consistente numero di unità, della cassa integrazione in deroga. Cassa integrazione - rileva - che, in questo caso, passa da strumento di supporto temporaneo in attesa di un rilancio aziendale a una sorta di anticamera per un licenziamento collettivo (e questo pericolosamente in spregio della normativa vigente)”.

Il consigliere evidenzia quindi che “il conto reale del disavanzo rischia di essere ben peggiore ed è testimoniato dal crollo della redditività della gestione”. Villani chiede quindi alla Giunta quali azioni ritenga opportuno intraprendere di fronte alla considerazione che “l'azienda è ormai da tempo tecnicamente fallita, con bilanci in disavanzo da quasi 10 anni”, e come intenda attivarsi per evitare il perpetuarsi di uno “sperpero di denaro pubblico da parte della società che ormai ha raggiunto dimensioni macroscopiche”.

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L’esponente di Fi-Pdl vuole anche sapere se si intenda accertare la responsabilità dei “reiterati falliti piani industriali approvati” e se si ritenga di “mettere in opera un’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori” della società “prima che detta potestà cada in prescrizione e che il danno non sia più risarcibile”. Il consigliere domanda, infine, se il collegio dei Revisori dei Conti della Regione sia stato messo a conoscenza della situazione fallimentare delle Terme di Salsomaggiore e Tabiano Spa e, nel caso, vuole avere copia dei documenti prodotti nel merito.

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