Ungheresi fermati con una zanna di elefante: tornavano dalla Fiera di Parma

La Compagnia della Guardia di Finanza, presso il valico di confine Sant'Andrea, nell'ambito dell'attività di monitoraggio dei veicoli in transito, ha controlato una coppia di coniugi ungheresi, commercianti di oggetti antichi

La Compagnia della Guardia di Finanza di Gorizia, nei giorni scorsi, presso il valico di confine Sant’Andrea, nell’ambito dell’attività di monitoraggio dei veicoli in transito, controllava una coppia di coniugi ungheresi, commercianti di oggetti antichi, di ritorno a Budapest dopo alcuni giorni trascorsi in Italia alla Fiera dell’Antiquariato di Parma, tenutasi dal 2 al 12 ottobre 2014.

Alla domanda su cosa trasportassero, dichiaravano di avere al seguito solo bagagli personali e circa 7.000 euro, ma le verifiche dei militari, i quali si avvalevano dei poteri previsti dall’art. 20 bis del D.P.R. 43/1973 (Testo Unico delle Leggi Doganali), che consentono di procedere a visita, ispezione e controllo, le persone, i loro bagagli ed i mezzi di trasporto che attraversano il confine terrestre, facevano emergere circa 19.000 euro in contanti ed una zanna di elefante finemente decorata, priva di documenti accompagnatori ed avvolta in un panno verde.

I successivi controlli, avvenuti grazie alla collaborazione del Corpo Forestale dello Stato, Servizio CITES di Trieste, consentivano di accertare che la scultura, del valore commerciale di circa 20 mila euro, era una zanna in avorio di elefante africano (loxodonta africana) della lunghezza di cm 170 e del peso di 13 kg, inclusa nell’allegato A del regolamento europeo 338/1997 e, dunque, specie di cui è vietata la detenzione senza la prescritta documentazione.

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La zanna, per la quale l’Autorità Giudiziaria ha disposto l’affidamento in custodia al Museo di Storia Naturale di Trieste, è stata sottoposta a sequestro probatorio per il reato di cui all’art. 1 comma 1 lettera f della legge 150/1992 (Disciplina dei reati relativi al commercio di specie animali e vegetali in via d’estinzione) in relazione a cui è stata presentata denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gorizia. I coniugi, inoltre, in relazione alla detenzione di denaro contante superiore ad 10.000 euro, senza che tale somma fosse stata dichiarata all’Agenzia delle Dogane, sono stati multati per la violazione dell’obbligo di dichiarazione previsto dall’art. 3 del D.Lgs 195/2008 (Normativa sulla circolazione transfrontaliera dei capitali).

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