Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Variante Delta e festeggiamenti per gli Europei: ecco perché rischiamo la zona gialla

L'aumento dei casi di contagio e gli assembramenti in piazza influenzeranno l'andamento della pandemia per le prossime settimane

L'aumento di positività al Covid-19 dovuti alla variante Delta - molto più contagiosa rispetto alle altre - e gli assembramenti in occasione dei festeggiamenti - avvenuti anche a Parma - per la vittoria degli Europei. Sono questi i due fattori di maggior rischio per quanto riguarda le prossime settimane. Se la nostra città non è tra i territori che, secondo il governo, potrebbero finire presto in zona gialla il rischio c'è e non va sottovaluto. 

"La gioia per la vittoria degli Azzurri" agli Europei di calcio "è condivisa e condivisibile, ma il fatto che strillarsi addosso in moltitudine aumenti il rischio di trasmettere l'infezione da coronavirus è un assioma. Auguriamoci che ci vada il meglio possibile, contando sul fatto che a festeggiare in piazza sono stati soprattutto i giovani i quali, in genere, hanno meno rischi di malattia grave. Comunque l'incubazione di questa infezione è abbastanza breve e in capo a una settimana-10 giorni vedremo gli effetti sui contagi".

A parlare con l'Adnkronos Salute è Massimo Galli, responsabile di Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, commentando le immagini dei festeggiamenti dopo la vittoria dell'Italia contro l'Inghilterra. Questi 'bagni di folla' rappresentano "un problema perché facilitano la diffusione dell'infezione - sottolinea - e il virus sta camminando. I dati ci dicono che le infezioni, già prima di ieri sera, stavano un po' salendo, per effetto, verosimilmente, della variante Delta. La scorsa settimana c'è stata già un'allerta del ministero della Salute sull'aumento di segnalazioni di casi di variante Delta in Europa tra turisti e tifosi, da Spagna, Portogallo, Russia, Finlandia. Avremo un aumento delle infezioni. Questo è certo", afferma Galli.

Insomma, i 'sacrosanti' festeggiamenti per la vittoria dell'Europeo nel day after lasciano posto alla preoccupazione. Un paio di giorni fa era stata Maria van Kerkhove, responsabile tecnico dell'Organizzazione mondiale della Sanità per la crisi Covid-19, a stigmatizzare le immagini dei tifosi italiani e inglesi in occasione della finale degli Europei."Dovrei divertirmi a guardare il contagio avvenire davanti ai miei occhi? La pandemia non si prende una pausa stasera… la variante delta del SarsCov2 approfitterà di persone non vaccinate, in ambienti affollati, senza mascherine, che urlano/gridano/cantano. Devastante". 

Secondo i dati, ancora provvisori, del monitoraggio su Euro2020 del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, dall'inizio del campionato europeo di calcio all'8 luglio scorso ci sono stati 2.535 casi di Covid direttamente riconducibili alla partecipazione alle partite. Ma è ancora presto per fare una valutazione definitiva per via dei tempi, cioè delle due settimane che possono intercorrere tra l'esposizione al virus e l'insorgenza dei sintomi.

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