menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Un momento dell'assemblea pubblica a Felino di venerdì 8 aprile

Un momento dell'assemblea pubblica a Felino di venerdì 8 aprile

Incontro pubblico a Felino, i comitati della Pedemontana: "stop alla costruzione di impianti inquinanti"

Una partecipata assemblea pubblica si è tenuta venerdì sera al Teatro Comunale di Felino per spiegare, insieme ad esperti e comitati, quali sono i danni derivanti dell'utilizzo di biomasse per creare energia classificata come rinnovabile.

Come è possibile che sia incentivata e classificata come rinnovabile l'energia prodotta da impianti che bruciano scarti animali o vegetali e immettono in atmosfera tonnellate di sostanze inquinanti? Quali vantaggi ed interessi ci sono dietro questo sistema?

Quali danni producono queste scelte?

Queste le domande a cui alcuni esperti, insieme ai comitati della Pedemontana, hanno cercato di rispondere venerdì sera ad una partecipata assemblea pubblica a Felino.

La zona, quella di Felino, è gravata da circa due anni dalla costruzione del cogeneratore Citterio, noto oramai per le sue problematiche tecniche e ambientali.

Allargando le maglie del problema ci troviamo a dover prendere atto che l'Emilia Romagna è indicata come "zona rossa", a causa dell'inquinamento atmosferico che la sovrasta.

Un inquinamento dovuto a tonnellate di sostanze nocive che, attraverso il ciclo naturale, appestano l'aria, penetrano nel terreno, nelle falde e contaminano la catena alimentare facendo ammalare la popolazione.

Il dottor Manrico Guerra, membro dell'associazione Isde di medici per l'ambiente, ha confermato come la presenza di inquinanti nell'aria, dalle polveri sottili fino alle diossine, siano causa di malattie comprese quelle tumorali.

I dati analizzati sono confermativi della pericolosità degli impianti a biomassa e biogas. Il prefisso "bio" -evidenzia l'esperto- è un imbroglio semantico. Le biomasse e i biogas sono in realtà veri inceneritori, inseriti arbitrariamente tra le energie rinnovabili per favorire un grosso business legato agli incentivi statali.

Nella zona della Pedemontana si stanno verificando numerosi casi di malattie tumorali, testimonianza riportata da Stefania che, da quando si è ammalata, sta cercando di censire tutti i casi tumorali del territorio limitrofo.

Portavoce delle persone affette da queste patologie che chiedono di non incrementare l'inquinamento con la costruzione di impianti dannosi per la salute.

La Pianura Padana è uno dei territori più produttivi dell'Europa, la cosiddetta "food valley", per la ricchezza dei suoi prodotti agroalimentari. Le imprese insediate nel territorio sono fonte di occupazione e di esportazione mondiale ma, spiega il coordinatore di Rete Ambiente Giuliano Serioli:" la tendenza di deflazione mondiale porterà le grandi ditte della zona a comprimere i prezzi delle materie prime robotizzando il lavoro a danno dell'occupazione e della specializzazione degli operai nel settore". 

Voce isolata nella categoria dei produttori è quella di Margherita Folzani che difende la tradizione e la genuinità dei prodotti locali, messa a rischio dalla costruzione di questi impianti altamente inquinanti: "La sfida ora è quella della globalizzazione che ci mette davanti a prodotti e macchinari a prezzi bassi ma la nostra carta vincente sta proprio nell'eccellenza, nella qualità dei nostri prodotti. Lavorare in questo modo alimenta un sistema che cresce e dà ricchezza al territorio". 

L'imprenditrice che insieme alla famiglia possiede uno degli stabilimenti di prosciutto più antichi della zona si chiede "Come possono quindi convivere le nostre eccellenze nello stesso territorio in cui vengono installati impianti per il trattamento di rifiuti?".

Gli incentivi per le biomasse fanno gola a tanti produttori tanto che, varie sono state le battaglie portate avanti dai comitati locali per fermare le costruzioni degli impianti. Battaglie in alcuni casi supportate da sindaci che, in forza del "principio di precauzione", hanno difeso la salute della popolazione e l'ambiente, ricorda Serioli.

Alla conclusione dell'assemblea i comitati, insieme ai cittadini presenti, chiedono all'amministrazione di Felino un monitoraggio costante dell'impianto Citterio e un cambio di programma rispetto ai piani energetici e alle delibere comunali: eliminare la promozione di impianti a biomassa e biogas e sostituirli con energie pulite e sostenibili. 

Nell'Italia segnata dalla crisi politica e dal sonno delle coscienze di parte della popolazione un segnale di risveglio arriva dai comitati, tanto disprezzati dal premier, che si mobilitano per la difesa dei valori civili e dei diritti sanciti dalla costituzione.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Ponte Verdi sul Po: chiusura totale domenica 28 febbraio

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ParmaToday è in caricamento