Stop al Quoziente Parma. Nuzzo: "Sbagliato in campagna elettorale"

Dopo 10 ore di seduta approvato il piano previsionale. Niente da fare per il Quoziente Parma e riduzione Imu. Critiche da parte della minoranza. L'assessore al Welfare attacca: "Strumentalizzazione politica delle sofferenze dei cittadini"

Prima c'era chi spendeva troppo. Adesso c'è chi spende troppo poco. Dopo una seduta di 10 ore il Consiglio comunale approva il Bilancio 2013. Un testo fatto di rinunce, proposto dalla maggioranza e votato dalla maggioranza stessa. All’opposizione proprio non va giù il piano previsionale e mette sul tavolo delle trattative una serie di ordini del giorno, proposte di investimenti per dare un segnale che suoni come antidoto alla crisi economica ma che fungono anche come avvertimento: "Non potete non progettare sul futuro. Così si rischia di bloccare una città". La maggioranza da parte sua salva solo due ordini del giorno e boccia tutto il resto. Il rischio è che si abbia l'effetto maionese impazzita: "Non si possono spendere soldi che non si hanno. L'avete fatto per troppo tempo e ora i risultati si vedono".

IMU:  Rispediti al mittente sono gli odg sull’Imu. Il primo a provarci è Paolo Buzzi (Pdl): “Abolire addizionale sulla prima casa e ridurla su altri immobili. Ridurre addizionale Irpfef. Reperire risorse attraverso lotta all’evasione e razionalizzazione spesa, senza intaccare servizi”. Anche i democratici giocano la carta Imu: “Ci rendiamo conto che oggi senza le entrate derivanti da questa imposta i conti non quadrano – dichiara Iotti -. Nel momento in cui si accerta il fabbisogno però bisogna allentare i parametri sulle addizionali”. L’ultima parola spetta all’assessore al Bilancio Gino Capelli che non ci sta a fare la parte del cattivo. Condivide la linea seguita dai democratici ma spiega come “Abolire l’Imu sulla prima casa costerebbe 12 milioni di euro, riduzione su altri immobili 8,6 milioni di euro, riduzione Irpef 6,3 milioni, per un totale di 27 milioni circa. Oggi spendo e forse domani incasso. Non si possono scaricare sul futuro i problemi”.

QUOZIENTE PARMA: Incassato il primo no l’opposizione ci riprova con il Quoziente Parma. Tutta la minoranza chiede che venga ripristinato attingendo al fondo di riserva. Per Buzzi “le motivazioni della sospensione fornite dalla Giunta non stanno in piedi” mentre Giuseppe Pellacini (Udc) parla di non democrazia: “Avete deciso di sospendere questo servizio senza passare per il consiglio”. Per Giuseppe Bizzi (Pd) “la maggioranza ha tradito il patto con gli elettori. Avete promesso di revisionare lo strumento e poi lo abolite?”. Gli fa eco Maria Teresa Guarnieri (ApAv): “Un dovere mancato anche non consultare le famiglie. Il Quoziente Parma poteva essere migliorato e invece acete scelto di cancellarlo del tutto”. Più drastico di tutti Ettore Manno (Ci): "Abolite senza proporre niente di positivo. Eliminando questo strumento l'assessore Capelli si comporta come un crociato che taglia la testa agli infedeli. E gli infedeli sono le famiglie".

E se i consiglieri 5 stelle parlano di “sospensione, non di cancellazione” e promettono altri interventi in aiuto delle famiglie, l’assessore al Welfare Laura Rossi usa il pugno duro e parla di “strumentalizzazione politica. Il Quoziente Parma non è la soluzione ai problemi delle famiglie e voi state strumentalizzando le sofferenze dei cittadini solo per mera campagna elettorale. Aiuti alle famiglie? In teoria siamo tutti d'accordo ma nella pratica non potevamo farlo. Non ci vuole un genio per capire che questa decisione sarebbe stata impopolare ma non c'erano alternative. Per questioni di merito la sperimentazione finisce qua”. Esplode la minoranza. Elvio Ubaldi (Cp): “Strumento cancellato per ragioni ideologiche”. Buzzi: “Annunciate che è stato abolito prima ancora del voto”. E se Roberto Ghiretti (Pu) rimpiange Ciclosi, “almeno aveva la capacità di tirarsi indietro senza fare promesse”, dall’altra parte tra i consiglieri grillini c’è chi fa mea culpa come Mauro Pasquale Nuzzo “Abbiamo sbagliato in campagna elettorale, non avevamo valutato bene” e c’è chi invece non accetta lezioni di governo. “A Reggio il Pd ha affondato Quoziente Parma – ricorda Patrizia Ageno (M5S) - Avevamo strumento fondamentalmente iniquo. Chi ha di più viene maggiormente aiutato. Con i soldi risparmiati abbiamo aiutato quelli che soffrono veramente”. 

Niente da fare neanche per gli odg sull’abbassamento delle rette per gli asili, su interventi nelle scuole per diminuire il rischio sismico e sulle alienazioni delle azioni Iren. Vengono approvati invece gli ordini del giorno proposti dal Pd sulla modifica dello statuto Asp per introdurre parere obbligatorio dei revisori sul bilancio di Asp e sulla attuazione di borse lavoro per disabili e quelle per lavori socialmente utili. Rispedito al mittente anche l’odg di Maria Teresa Guarnieri su pressione fiscale: “Rimodulazione Imu, utilizzo di avanzo parte corrente e riduzione trasferimento a Parma Infrastrutture. Sei milioni per abbassamento Imu, 1 milione per ridurre rette, 500mila euro per Quoziente Parma”. Critico l’assessore Capelli: “Se togliamo cinque milioni Parma Infrastrutture, la società fallisce, chi fa le buche lo decide il tribunale”. Secca la risposta della Guarnieri: “Un tesoretto c’è, i fondi ci sono. Importante è dare un segnale e voi non lo state facendo”.

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BILANCIO: Dopo 8 ore di seduta e una pausa per raffreddare gli animi e rifocillare lo stomaco, arriva il voto sul Bilancio. Aprono le dichiarazioni degli assessori e chiude perentorio il sindaco Pizzarotti che frecciatina dopo frecciatina bacchetta tutta l’opposizione: “Quando ho detto che dovevano esserci proposte forse ho dimenticato di dire che dovevano essere sensate e sostenibili. Ci intristisce l'aumento delle tasse ma è dovuto alle minori entrate”. Parla anche del Quoziente Parma, oggetto di proteste da parte dei cittadini che hanno manifestato come da tradizione sotto i Portici del Grano: “Se non si fossero spesi 4 milioni in consulenze - conclude Pizzarotti - forse le risorse oggi ci sarebbero. Non mi sentirete mai fare promesse che non sono sicuro di mantenere”. Stoccata finale al consigliere del Popolo delle libertà: “Noi parliamo solo con entrate certe. Per gestire le entrate incerte nomineremo Buzzi assessore”. La minoranza replica “il Sindaco fa il professore  - conclude Ubaldi - ma poi alla fine non ci sono vere risposte. Parma si sta chiudendo in se stessa, non c’è crescita” ma il risultato non cambia. 19 favorevoli, 12 contrari. Bilancio approvato. Per la maggioranza si va avanti, per la minoranza c’è aria da ultimi giorni di Pompei. 

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