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Cessione Banca Monte, Civiltà Parmigiana: "Dov'erano le istituzioni?"

"Sarebbe stato opportuno che Comune e Provincia fossero intervenuti tempo fa, quando cominciavano a circolare voci non rassicuranti sul futuro dell'istituto. I consiglieri della Fondazione dovevano dimettersi"

Intervento di Civiltà Parmigiana in merito alla cessione di Banca Monte Parma al Gruppo Intesa Sanpaolo

"Dopo più di cinquecento anni Parma ha perso la propria banca: la “Banca Monte”, istituto di credito in assoluto tra i più vecchi d’Italia. Ci sembrano doverose alcune riflessioni non senza aver prima spiegato che Banca Monte Parma è una S.p.a. di proprietà della Fondazione Monte Parma i cui componenti del consiglio generale d’amministrazione sono nominati dalle istituzioni della città.

Ufficializzata dalla Fondazione la cessione di Banca Monte a Banca Intesa, abbiamo letto una serie di dichiarazioni da parte dei rappresentanti delle Istituzioni che sinceramente avremmo preferito non ascoltare.
Tutti si sono detti soddisfatti, tutti certi che sia stata la soluzione migliore, tutti convinti che la banca non verrà penalizzata, qualcuno si è perfino vantato di aver subito parlato personalmente con l’amministratore delegato di Banca Intesa  - Corrado Passera – sostenendo di  aver ricevuto precise garanzie: non si sa bene su cosa.

Sarebbe stato opportuno che le Istituzioni, Comune di Parma e Provincia di Parma in primis, fossero intervenute tempo fa quando cominciavano a circolare voci non rassicuranti sul futuro di Banca Monte. La loro latitanza, anche nei momenti più delicati della vicenda, non ha certo agevolato le sorti della Banca. Ci aspettavamo, inoltre, che dopo le dimissioni volontarie del C.d.A. di Banca Monte le Istituzione richiedessero le dimissioni dei consiglieri della Fondazione di Banca Monte che come amministratori dell’Ente proprietario della Banca – come su esposto -  hanno verosimilmente omesso di vigilare sulla  buona gestione dell’Istituto di Credito da sempre, ma ora non più, patrimonio della città".

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