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Parma antifascista

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Manovra, Comitato Antifascista: "No all'abolizione del 25 aprile"

La decisione di spostare alle domeniche vicine le feste civili laiche suscita polemiche, le prime prese di posizione dopo lo scarso successo del sit in di Ferragosto

Ancora polemiche per la manovra economica estiva del Governo. Dopo i dubbi, le critiche e le preoccupazioni per gli annunciati tagli agli Enti locali e la soppressione delle Province con meno di 300 mila abitanti e dei Comuni sotto i mille, anche la decisione di spostare alle domeniche vicine le feste civili laiche, compreso il 25 aprile, il 1° maggio ed il 2 giugno, sta suscitando polemiche nella nostra città. Dopo lo scarso successo del sit in convocato per la mattina del 15 agosto da alcune forze politiche della sinistra- vista la giornata scelta-non mancano le critiche alla decisione dell'esecutivo. Voci contrarie sono venute dagli ex-partigiani dell'Anpi.

Anche il Comitato Antifascista per la memoria storica di Parma esprime la forte contrarietà al provvedimento. "Il Governo Berlusconi nell'ambito della manovra economica di ferragosto, che ancora una volta colpisce direttamente e/o indirettamente lavoratori dipendenti a basso reddito e ceti medi, ha deciso di spostare alle domeniche vicine le feste civili nazionali (senza toccare le festività religiose). Così di fatto vengono aboliti il 25 aprile, festa della liberazione dal nazifascismo, il 1 maggio, festa dei lavoratori, il 2 giugno, festa della repubblica italiana".

"È evidente il significato politico e ideologico di questa scelta- prosegue il comunicato- disperdere la memoria storica antifascista del Paese e i valori democratici, sociali, del lavoro alla base della costituzione della Repubblica, che tali ricorrenze rappresentano. Esprimiamo la nostra netta contrarietà a tale decisione. Una misura per giunta di scarsa efficacia rispetto agli obiettivi della manovra economica e comunque ingiusta per un Paese, l'Italia, in cui le ore lavorate non sono di meno a quelle degli altri Paesi europei. Tutte le forze democratiche antifasciste, politiche, sindacali, culturali, si muovano per il ritiro immediato di questa misura scellerata".

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