Manovra, i tagli apriranno le porte a nuovi assetti territoriali?

Le decisioni del Governo dovrebbero portare all'accorpamento di Bore e Valmozzola in altri Comuni, per Fecci via libera alla Lunezia, Lavagetto propone la creazione di macroaree

La regione Emilia-Romagna

Sono due i comuni della provincia di Parma che dovrebbero essere toccati dalla manovra economica varata dal Governo che prevede l'accorpamento dei comuni sotto i 1.000 abitanti, oltre che la soppressione delle Province sotto i 300 mila abitanti. Bore e Valmozzola contano infatti rispettivamente 800 e 585 abitanti, Monchio delle Corti invece è poco sopra al limite stabilito e ne conta 1.024. Il taglio quindi dovrebbe portare all'accorpamento di questi due comuni in altri comuni con più abitanti. Per quanto riguarda le Province invece ad essere toccata sarebbe Piacenza, per cui resta aperta anche l'ipotesi che venga accorpata a Parma.

Dopo le decisioni del Governo sulle Province si è tornato a parlare anche di Lunezia, la macroregione sognata da alcuni che comprenderebbe territori in Emilia, Toscana, Lombardia e Liguria. Anche l'Assessore alla Sicurezza del Comune di Parma Fabio Fecci si è detto favorevole a questa opzione. "Eliminare le Province sotto i 300mila abitanti, senza alcun tipo di deroga è una buona partenza, ma l'obiettivo deve essere la soppressione totale dell'ente Provincia. Occorre poi razionalizzare il numero delle Regioni, attraverso la creazione di nuove macro regioni: riaccorpare il Molise all'Abruzzo, come era prima del 1963, la creazione del Limonte  (Piemonte e Liguria), con annessa la Valle D'Aosta, il Friuli Venezia Giulia con il Trentino, la Romagna con le Marche, la Toscana con l'Umbria e così via fino alla creazione di solo 14 macroaree - contro le attuali 20 Regioni - suddivise per caratteristiche geografiche, morfologiche, economiche e sociali, e via libera alla Lunezia".

Mentre il Consigliere provinciale, membro del direttivo regionale del Pdl, Giampaolo Lavagetto, ha invece presentato al Presidente del consiglio Provinciale un ordine del giorno con all’oggetto l’accorpamento delle Province. “La proposta di ridisegnare l’attuale assetto istituzionale locale con accorpamenti funzionali e la creazione di nuove macroaree territoriali – dice Lavagetto- l’avevamo già inserita nel nostro programma elettorale del 2009 per l'elezione del Presidente della Provincia di Parma. Per la nostra realtà può assumere una posizione strategica la vasta area che comprende i territori dell’Emilia occidentale, della Lombardia Meridionale e lo sbocco sul mare ligure e toscano. La nuova aggregazione, oltre che a rispondere ad esigenze di funzionalità, razionalità in relazione ai collegamenti viari e quindi commerciali a carattere nazionale ed europeo, testimonierebbe pure i grandi legami storico-culturali che da sempre hanno legato l'Emilia e la Lunigiana. Leggo con piacere, quindi, le dichiarazioni del Presidente della Provincia di Parma e dell’UPI regionale, Vincenzo Bernazzoli che si è subito dichiarato favorevole alla proposta del Governo contenuta nel pacchetto anticrisi in merito al taglio delle Province".



 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Borghese porta Parma su Sky: quali saranno i quattro ristoranti in gara?

  • Dal 3 dicembre torna la zona gialla: tutte le regole per il Natale 2020

  • Parma in zona gialla dal 4 dicembre

  • Mascherine, istruzioni per l'uso: mai portarla in tasca o al braccio

  • Pizzarotti: "Da venerdì torneremo in zona gialla"

  • Nuova ordinanza: Parma resta arancione, negozi aperti la domenica

Torna su
ParmaToday è in caricamento