Parma si riconferma la Stalingrado di Grillo: 13 Comuni 'gialli' in provincia

Alle urne il 79% dei parmigiani, in aumento rispetto alle Amministrative 2012. Il Movimento 5 stelle, secondo partito, conquista anche 13 Comuni della provincia per la Camera. Rainieri: "I cittadini hanno votato contro i partiti tradizionali e non a favore di Pizzarotti"

Ci sono volute 24 ore per avere i dati ufficiali e adesso l’euforia di ieri si è trasformata in consapevolezza, quella di essere forti. Il Movimento 5 stelle riconquista Parma e raddoppia o quasi i suoi voti passando da un 19,2% delle amministrative ad un 28,2% alla Camera e un 26,65% al Senato. Passando da Parma lo “Tsunami Tour” ha raccolto preferenze anche se non ha convinto tutti a presentarsi alle urne. Meno votanti (79,07%) rispetto alle Politiche del 2008 quando alle urne si erano presentati l’83,1% dei cittadini. Spariti molti mal di pancia però rispetto alle Comunali 2012 quando si era presentato solo il 64,55% dei cittadini.

Numericamente parlando, il Movimento 5 stelle è il secondo partito della città ma ne esce comunque da vincitore. Il Partito democratico porta a casa un 32,8% alla Camera e un 35% al Senato ma ne esce comunque sconfitto. Medaglia di bronzo per il Popolo delle libertà che dopo il disastro delle Comunali porta a casa un sorprendente 14,98% al Senato e un altrettanto sorprendente 14,37% alla Camera. La Lista Monti non va oltre l’11% per Palazzo Madama e un risicato 10,06% per Montecitorio. Seguono poi Sel e Rivoluzione civile che escono umiliati da queste elezioni. Numeri che si aggirano intorno al 2% sia per Camera che per Senato.

Una sconfitta per i partiti tradizionali bocciati anche nel parmense. La luce delle cinque stelle brilla anche in provincia. Alla Camera sono 13 infatti i Comuni conquistati dal Movimento: Albareto, Solignano, Calestano, Lesignano Bagni, Traversetolo, Medesano, Noceto, Fontevivo, Fontanellato, Soragna, Trecasali, Torrile, Mezzani. Meno successo per quanto riguarda il Senato dove Grillo porta a casa “solo” i comuni di Fontevivo, Medesano e Lesignano ma è comunque un successo per una lista alla suo primo voto nazionale.

Diverso invece il discorso per il Pd. Se guardiamo il bicchiere mezzo pieno, il centro sinistra di Parma ha fatto passi in avanti rispetto al 2008. Il Partito democratico ha adottato 33 comuni al Senato molti dei quali orfani del centro-destra. Se guardiamo il bicchiere mezzo vuoto invece, questo piccolo successo non basta a mandar giù la pillola amara. A livello nazionale infatti il Partito democratico perde ancora una volta l’occasione di governare da solo e sarà difficile che lo faccia anche insieme al Pdl o ai grillini.

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Parma comunque si conferma la Stalingrado d’Italia. Pizzarotti non ha perso tempo dichiarando che “nonostante le critiche ricevute questo risultato è una conferma della fiducia dei cittadini. Questo vuol dire che stiamo facendo bene”. Non la pensa così l’uscente onorevole leghista Fabio Ranieri: “A Parma i cittadini hanno votato contro i partiti tradizionali e non a favore di Pizzarotti. C’è delusione verso i partiti ma questo non vuol dire che i parmigiani apprezzino l’operato della Giunta. E questo vale anche a livello nazionale”. Ognuno la vede a modo suo. Resta il fatto però che questa mattina quasi mezza Italia (e quasi mezza Parma) si è svegliata vestita di giallo. Come il Movimento. O come la gelosia, quella degli altri partiti.

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