Cornelius, l'America del Parma

Un gol ogni 92', sul podio d'Europa per quanto riguarda i bomber subentrati: e pensare che è arrivato 'per caso'

Andreas Cornelius - foto Ansa

La tempra dei vichinghi risiede nella tenacia di Andreas Cornelius. Il danese di Copenaghen sembra aver ereditato dai suoi avi, oltre che il fisico possente e i tratti somatici, la convinzione che l’antico popolo scandinavo aveva nei propri mezzi, convinzione dettata dalla forza e dall’intelligenza, grazie alla quale si elaboravano strategie vincenti che permisero loro di impossessarsi - tempo addietro - del nord Europa più inoltrato. Gli stessi elementi che si possono riscontrare in Cornelius, il vichingo del Parma al quale va dedicato sicuramente un pensiero. Sotto l’elmo, il biondo centravanti conserva la freddezza di chi ha poche occasioni e sa sfruttarle oltre alla calma di chi sa che prima o poi toccherà a lui. Ebbene, il suo momento è arrivato da tempo, lui l’ha colto al balzo e ogni gara sembra essere quella buona per mostrare a chi l’ha giudicato in fretta, etichettandolo troppo presto, che si era sbagliato sul suo conto. 

A testimonianza di questa tesi ci sono i numeri, formidabili. Il gol segnato a Cagliari è servito a evitare al Parma la sconfitta a un minuto dalla fine della partita; è il terzo nelle ultime quattro gare (due giocate parzialmente: 20’ contro il Lecce è 46’ contro la Juventus); l’ottavo in 15 presenze; da subentrato ne ha segnati cinque, è ancora nella classifica dei cannonieri più efficaci in Europa tra i ‘panchinari’, etichetta che si sta scucendo di dosso grazie alla prolificità con cui segna: un gol ogni 92’. Con buona pace degli esteti, il possente centravanti preferisce pochi fronzoli, è un tipo di sostanza, altruista, uno generoso che si mette a disposizione della squadra e che si sacrifica per gli altri. E pensare che al suo posto, nel pacchetto infiocchettato dall'Atalanta a luglio, assieme a Kulusevski poteva esserci Barrow e non Cornelius, arrivato quasi per caso a Parma, dove si sta imponendo con la forza delle idee, sostenute da gol pesantissimi.

A Cagliari ha avuto due occasioni, una l’ha trasformata in punto. Che muove la classifica, aiuta il Parma a rimanere lontano dalla zona rossa e serve a D’Aversa per abbozzare un sorriso in una settimana difficile e pressante dal punto di vista psicologico, segnata dal caso Gervinho. L’allenatore prega adesso che dai suoi antenati il vichingo abbia ereditato anche la resistenza fisica e che il suo corpo sia abituato a battagliare perché da qui alla fine ci sarà bisogno di lui. Nella forza del danese, discendente da Leif Erikson, figlio di Eric il rosso e scopritore del Nord America, risiede la speranza del Parma. In pochi sanno che nel nuovo continente, cinque secoli prima di Colombo, erano salpate nel X secolo le navi vichinghe. Cornelius è un vichingo e in questo momento è l’America di D’Aversa. E anche del Parma.

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