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ESCLUSIVA - Chef Barbieri 'cucina' il derby: "Vince il Bologna, ma Parma è Parma"

Il giudice di MasterChef si racconta: "Ho giocato a calcio fino a vent'anni, era la mia vita. Se D'Aversa fosse un piatto? Sarebbe un tortello di erbetta. A tavola non c'è confronto tra le due città"

Bruno Barbieri - foto Ansa

"Se il derby fosse un piatto? Sarebbe un mappazzone...". Se la ride, Bruno Barbieri, chef stellato e giudice di MasterChef, riuscitissimo talent show in onda su Sky Uno, che vede impegnato lo chef bolognese assieme ad altre due figure di spicco della ristorazione italiana. Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli. Tra una puntata e l'altra, Barbieri riesce a ritagliarsi anche del tempo per nutrire l'altra grande passione della sua vita: il pallone. 

Chef, quindi segue il calcio.

"Certo che sì, vi dirò che l'ho anche praticato fin da ragazzino. Ho smesso di giocare a calcio che avevo circa vent’anni perché poi le scelte di lavoro, le cose della vita - diciamo così - mi hanno portato a prendere altre direzioni. Ma il calcio era la mia vita, mi piaceva moltissimo ed era anche bravo, attenzione. Pensate che Baggio e Maradona hanno avevano la mia maglia numero 10... provate a immaginare".

Ah! Chi è il suo idolo?

"I miei idoli sono tanti, non ho un giocatore preferito, diciamo così. Però mi piacciono i numeri 10, d’altra parte i numeri 10 sono quelli che fanno la regia no? I deputati alla creatività".

E tra questi chi ammira di più?

"Messi. Messi è uno di quelli, un giocatore straordinario. Forse è il giocatore che mi piace di più, lo preferisco anche a Ronaldo perché comunque Messi  è uno che quando gioca a calcio fa sparire il pallone. E questa è una roba che in pochi al mondo fanno. Forse l’unico era Maradona. Ma io dico una cosa molto forte".

Prego.

"Secondo me Messi è più forte di Maradona".

Addirittura?

"Sì perché Messi è un giocatore che comunque ha vinto tanti Palloni d’oro e Scarpe d’oro, un giocatore che trovo sia straordinario in tutto il suo in modo di fare calcio. Un visionario che sa sempre dove mettere il pallone. Il mio idolo è lui". 

Passiamo al derby. Oggi si gioca Parma-Bologna, la guarderà?

"Sì, certo". 

Come finisce?

"Dico 2-0 per il Bologna. Dobbiamo vincere altrimenti è dura. Aspetta: incrocio le dita, non voglio gufare (ride, ndc)".

Chef, è più dura per il Parma, in realtà.

"Guardate, io sono tifoso bolognese però la mia città è Parma: Parma è Parma, è l'Emilia. Nel senso che è la città della mia regione e quindi un po’ mi scoccia che ci dobbiamo scontrare. Però il Bologna ha bisogno di punti. Anche il Parma ha bisogno di punti. Mi dispiace dirlo ma sarà 2-0 per il Bologna. Ci può stare anche pareggio, per la verità. Ma uno deve vincere, dai".

Se Mihajlovic fosse un piatto?

"Sicuramente sarebbe un buon piatto di tortellini".

E D'Aversa?

"Un bel piatto di tortelli di erbette".

Quale piatto rappresenta le due squadre in questo momento?

"A beh: a un soufflé sgonfiato".

Quale ingrediente serve per vincere un derby?

"Giocare come se fosse la partita della vita. L'ingrediente vincente sarà quello di crederci fino in fondo. Non è facile battere le grandi, devi vincere con le squadre di seconda fascia. Oggi il Bologna deve vincere".

E' derby anche a tavola: lì chi vince?

"Se vogliamo fare il derby gastronomico non c'è confronto. Bologna su tutte. Con Parma non c’è neanche il confronto, dico che ha già vinto il Bologna. Speriamo di vincere oggi anche la partita. 

Ma Parma è Patrimonio dell'Unesco per la gastronomia.

"E lo so. E' un riconoscimento che mi inorgoglisce in maniera importante. Perché in realtà di questo riconoscimento ne beneficerà tutta la regione, tutta l’Emilia-Romagna". 

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