Il Parma riabbraccia Caprari: l’occasione arriva al momento giusto

L’esterno d’attacco, in prestito con diritto di riscatto dalla Samp, è in attesa del suo momento: con tre partite a settimana conta di trovare spazio negli schemi di D’Aversa

Cornelius e Caprari - foto Ansa

Non ha avuto tanto tempo per mettersi in mostra, Gianluca Caprari. E’ arrivato a Parma nell’ultimo giorno di mercato, Daniele Faggiano ha tessuto a lungo le fila per mandare in porto la trattativa. Tanto che anche al primo affacciarsi in Serie A del Parma aveva imbastito una maxi trattativa che prevedeva l’inserimento, oltre che di Viviano e Silvestre, anche dell’esterno che è atterrato sul pianeta Parma con tante aspettative senza poi avere il tempo per formalizzarle sul campo.

Non lo ha aiutato il periodo del lockdown, non è arrivato in gran forma, veniva da un impiego a singhiozzo anche con la Sampdoria, che lo ha lasciato partire più o meno senza rimpianto. L’esterno a piede invertito che piace a D’Aversa però non si è mai visto: quattro presenze sono pochissime per giudicare un calciatore: 117’ con zero assist e zero gol appesantiscono il suo score personale. L’unica volta in cui ha giocato titolare non ha praticamente inciso, è vero che di fronte c’era una top squadra come la Lazio, ma Caprari ha fatto poco per farsi notare. Un’ora circa, poi la sostituzione, paradossalmente ha avuto molta più incisività entrando dalla panchina. E questo ha ‘costretto’ il suo agente Davide Lippi a mettersi sulla difensiva: “Inserirsi a gennaio non è semplice, non vede l’ora di giocare”.

E adesso l’ora sarebbe anche arrivata, Caprari vuole riscattarsi tanto che è rimasto a Parma nel periodo della quarantena, ha pensato a lavorare per farsi trovare pronto e nei test di Collecchio è risultato anche uno dei più positivi. Il richiamo di preparazione è stato fondamentale per cercare di recuperarlo anche dal punto di vista psicologico, oltre che fisico. E D’Aversa potrebbe ritrovarsi un’occasione tra le mani, la stessa che Caprari avrebbe per mettersi in mostra, magari convincendo il Parma a esercitare un diritto di riscatto fissato intorno ai dieci milioni. Difficile a oggi, ma non impossibile, dato che davanti ci sono tredici partite per cercare di invertire la rotta e dimostrare di essere da Parma. Con questi ritmi, anche lui avrà certamente la sua opportunità, a patto che la sfrutti per il presente. Del futuro ci sarà tempo per parlare ed – eventualmente – ridiscutere il tutto.

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