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Foto D. Fornari

Foto D. Fornari

In 18 giorni il Parma è sprofondato: tutti sul banco degli imputati per ripartire

Dilapidate certezze, clima teso e tanti dubbi da parte dei tifosi

I 18 giorni più lunghi del Parma: dalla sconfitta con l’Ancona fino al tonfo rumoroso con il Sudtirol, con in mezzo il passo falso di Bassano, tanti ne sono passati, 18. In 18 giorni, Roberto D’Aversa e i suoi hanno mostrato tutti i difetti di una squadra che solo quattro giorni prima aveva vinto a Padova imponendosi in maniera netta e che solo quattro giorni dopo cominciava una caduta libera e rovinosa che ha inclinato il rapporto tra squadra e tifosi in maniera quasi netta. I primi pensano che ci voglia più animus pugnandi e, mossi dal sospetto (come dimostra lo striscione di lunedì sera), ci hanno tenuto a mandare un messaggio alla squadra: ‘Se qualcuno si è venduto pagherà, uniti per la maglia e la città’. A guardare bene quello che succede in campo da tre partite, per l’animus pugnandi che manca, i tifosi non hanno proprio torto. Dall’altro lato la squadra non riesce ad esprimersi come vorrebbe e ha la testa gonfia di pensieri e le gambe pesanti. Perché i giocatori non corrono e sono anche senza idee.

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