Lo scatto di Gervinho: prima il Parma, poi la Nazionale e il grande cuore per Abidjan

L'ivoriano dona per i bambini di un distretto di Abidjan kit sanitari, anche cibo e altro materiale per combattere l'emergenza

Gervinho - foto Ansa

Mentre il mondo è fermo Gervinho continua a correre. Per conto suo, in Francia: ha chiesto al Parma di poter tornare dalla sua famiglia, il suo pensiero era fisso lì, alla moglie, ai figli e alla sua Africa, per la quale pulsa il cuore dell'ivoriano che per un distretto di Abidjan avrebbe donato dei kit sanitari per bambini, cibo e altro materiale necessario a combattere l'emergenza. Sempre in prima linea quando si parla di beneficenza e sociale, Gervinho continua a correre veloce come suo solito e si informa con i vertici del club sulla situazione che vive l’Italia in queste ore. Ci vorrebbe una delle sue ripartenze per ribaltare il tavolo, per far saltare il banco governato dal maledetto virus che sta mettendo in ginocchio tutti i comparti. In attesa di sapere come e quando ripartire, la Figc insieme alla commissione dei medici prova a stilare un piano sicurezza per l’eventuale ripartenza. Test sierologici, molecolari, esami diagnostici indicati per calciatori affetti da Covid e guariti che seguiranno un protocollo adeguato alla gravità clinica dell’infezione subita (con particolare attenzione all’apparato respiratorio e cardiovascolare). Tutte norme che serviranno per provare ad affacciarsi alla normalità.

Il calcio prova così a progettare una Fase 2, sentendo l’esigenza di farsi trovare pronto in caso di una chiamata alle armi in questa guerra strana che continua a mietere vittime. Il Parma non ha dato ancora mandato ai suoi giocatori che hanno lasciato la città di rientrare. Chi in Italia, chi all’estero dalle proprie famiglie continua a lavorare seguendo i programmi stilati da D’Aversa e il suo staff tecnico, sapendo che al ritorno ci sarà da osservare un periodo di isolamento che durerà due settimane prima di riprendere a lavorare in una Collecchio che sarà sicuramente blindata e in cui vigeranno regole nuove.

Gervinho è dalla sua famiglia, a Lille, la sua prima oasi felice in Europa. Lavora seguendo come il resto dei compagni un programma personalizzato e pensato a posta per lui dai preparatori atletici con il benestare di D’Aversa. A stretto contatto con lo staff che lo guida a distanza, comunica quotidianamente i dati dei test sviluppati attraverso un’applicazione messa a disposizione dal Parma studiata per monitorare i test fisici;  favorisce il lavoro e serve a programmare gli allenamenti. Esercizi, aerobica e pesi per mantenere vivo il tono muscolare con un’attenzione costante all’alimentazione, chiodo fisso di D’Aversa e del suo staff. Una dieta accurata associata agli integratori alimentari che il professor Bongiovanni ha prescritto a ogni calciatore. Peso e muscoli dovranno essere tirati a lucido per quando si ripartirà, se si ripartirà. Serve per l’ultimo step programmato nei mesi più caldi, quelli in cui gli sprinter come Gervinho scattano a cento all’ora.

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Con vista sulla Nazionale. Sembra che Patrice Beaumelle, il nuovo Commissario Tecnico della Costa d'Avorio ed ex assistente di Hervé Renard, che nel 2015 voleva riportare Gervinho al Lille, si sia sbilanciato su un eventuale ritorno: "Ha giocato delle buone partite e mi chiedo: perché privarsi di giocatori come lui? Nel 2015 è stato importante". Il contatto con la Nazionale degli elefanti c'è stato e Gervinho si era detto pronto per tornare in Nazionale. Prima del coronavirus. 

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