Lucarelli: "Il taglio, un grande gesto. La ripresa? Siamo a disposizione"

Il club manager: "E’ stata premiata la chiarezza e la trasparenza della società nel proporre questa soluzione ai ragazzi e c’è stata grande disponibilità della squadra nel rispondere presente"

Alessandro Lucarelli - foto parmacalcio1913.com

L'anima da combattente non l'ha certo persa. Avrà smesso pure di giocare ma chi dentro si porta certi valori li tira fuori in qualsiasi momento. Alessandro Lucarelli ha sempre combattuto: ha combattuto contro se stesso per staccarsi di dosso l'etichetta di fratello d'arte, contro suo fratello Cristiano "da sempre punto di riferimento - dice l'ex capitano del Parma", contro attaccanti fortissimi e contro un sistema che a un certo punto non ha fatto quasi nulla per evitare che il Parma "casa mia - dirà più avanti" finisse per soccombere. Si è battuto per far valere i diritti dei suoi compagni, quelli dei dipendenti nel 2015, all'ombra di un fallimento. Rivendica con orgoglio l'atto del club di non toccare gli stipendi dei dipendenti in un'epoca triste come questa che stiamo vivendo tutti. Segnata dall'emergenza sanitaria. Il Parma, tutto, ha fatto un passo concreto in questo senso, rinunciando allo stipendio di un mese. 

STIPENDI - “E’ stato trovato un accordo in piena armonia - dice Lucarelli a Radio Uno, nella trasmissione Zona Cesarini - , con tutti ci componenti della rosa, il mister e il suo staff tecnico. E’ stata premiata la chiarezza e la trasparenza della società nel proporre questa soluzione ai ragazzi e c’è stata grande disponibilità della squadra nel rispondere presente in questo momento di difficoltà per tutti. Sappiamo bene che rinunciare a dei soldi non è mai facile ma i ragazzi si sono dimostrati molto maturi e intelligenti nell’accettare la proposta che è stata fatta. Sono stati giorni di colloqui, ci siamo parlati come società, abbiamo parlato con i ragazzi, ci siamo confrontati con loro riuscendo a trovare questo accordo con la massima trasparenza. E come società abbiamo salvaguardato anche i dipendenti, non siamo stati con le mani davanti agli occhi. A loro non abbiamo voluto togliere niente. Si è parlato con i dipendenti e si è creata questa banca ore solidale dove ognuno può mettere a disposizione le proprie ore di lavoro per gli altri affinché si possano gestire al meglio queste situazioni e non mettere i dipendenti in cassa Integrazione”. 

LA CARRIERA - Presente e passato, in nome del binomio Cristiano-Alessandro. “Mio fratello? Non ha vinto i campionati che ho vinto io e neanche ha fatto gol in tutte le categorie come ho fatto io (ride ndc). Cristiano ha segnato tantissimi gol nella sua carriera ma qualche soddisfazione da difensore sono riuscito a togliermela anch’io, soprattutto a Parma. Questa è casa mia, è la mia seconda pelle. Ho giocato qui dieci anni, adesso sono dirigente. Abbiamo vissuto anche qualche disgrazia ma abbiamo compiuto un percorso straordinario portando il Parma in A in 3 anni. Cristiano calcisticamente è più vecchio di me di due anni, è stato il mio punto di riferimento. Lui ha vissuto sempre prima le esperienze calcistiche, io ho sempre cercato di guardarlo e seguirlo. Col carattere livornese abbiamo sempre lasciato la nostra impronta, giocando con passione e col cuore e questo ci è sempre stato riconosciuto”. 

FROSINONE-FOGGIA - Un'impronta significativa lasciata anche nell'ultimo anno, culminato con la partita di La Spezia alla quale faceva eco la gara di Frosinone. "Penso siano stati i sei minuti più lunghi della mia vita. Sapevamo che il Foggia avesse pareggiato al 90’, la nostra partita era finita e speravamo che potesse terminare così anche la loro ma c’era anche paura che potesse cambiare da un momento all’altro il risultato. Quando l’arbitro ha fischiato la fine è stata una liberazione”. 

OBIETTIVI - Passato e presente, con gli obiettivi che non cambiano, in attesa della ripartenza: “Non so se si possa parlare di calcio adesso. L’obiettivo era ed è la salvezza, stavamo facendo un campionato importante e mancava veramente poco al raggiungimento del nostro obiettivo. Eravamo sì a ridosso della zona Europa League ma visto quanto è successo lo scorso anno è giusto restare con i piedi per terra pensando all’obiettivo primario della stagione. Adesso siamo a disposizione del Governo, della Figc. Quando ci verrà detto che si potrà ripartire ci organizzeremo come tutte le squadre. La salute viene prima di tutto, anche davanti allo sport. Bisogna pensare a sconfiggere questo virus maledetto, poi si potrà ripartire. La Figc si sta muovendo attivando dei protocolli di ripartenza per quando verrà dato il via libera. La cosa principale è questa, poi potremo pensare allo sport”.

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