Domenica, 13 Giugno 2021
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Lucarelli suona la carica: "Senza sangue agli occhi non ti salvi, puoi prendere anche CR7..."

Il vice direttore sportivo in conferenza stampa: "Bisogna lavorare a testa bassa, sono convinto che D'Aversa sia l'uomo giusto che può trasferire il senso di appartenenza. E peccato non ci sia il pubblico a darci una mano"

Alessandro Lucarelli - foto Ansa

Avrà immaginato di parlare in uno spogliatoio, Alessandro Lucarelli, con la fascia al braccio magari. Purtroppo il tempo passa anche per lui, e gli ha imposto di mettersi dietro la scrivania, dopo aver appeso le scarpe al chiodo. Ma non ha perso la grinta, il carisma e la leadership che l'hanno eletto a simbolo di una tifoseria. Durante la presentazione di Andrea Conti e Mattia Bani, Lucarelli ha caricato l'ambiente, in vista del derby ci sta sempre. Soprattutto in questo periodo complicato per il Parma. "Diciamo che c’è un po’ di tutto in questo ritiro.  La volontà principale è quella di inserire i nuovi, c’è la voglia di percepire le difficoltà del momento da parte dei vecchi e di trovare un’idea unica. Per raggiungere l’obiettivo. Bisogna che la squadra ritrovi l’anima per provare a salvarsi. La stessa che hanno mostrato di avere negli anni scorsi.

"Il mercato di gennaio non è facile. Quelli bravi li tengono e noi dobbiamo trovare opportunità che servono per completare la squadra. Ci siamo riusciti, il mister ci ha dato delle linee guida e in linea di massima abbiamo portato a casa ciò di cui avevamo bisogno. Tante trattative non sono arrivate in fondo per la legge del mercato, con squadre che non volevano rinforzarci. Ci tengo a sottolineare che il presidente ha dato grande disponibilità economica, è importante avere una proprietà solida che fa di tutto per mantenere la categoria". 

E' stato un periodo complesso, non solo per il Parma, ma anche per Lucarelli. "Non sono potuto stare vicino alla squadra perché ho preso il Covid e mi spiace, sono stato fuori per quasi un mese. Dico quello che mi compete a Collecchio, a chi lo devo dire. Ai tifosi voglio bene ma non posso mettermi a rispondere loro sui social. Io starò qui e darò una mano dando la mia opinione. Posso garantire loro che finché sarò qui farò di tutto per garantire che le cose vadano bene.  Ci sono ruoli e competenze che vanno rispettati, anche se a volte non mi si vede faccio la mia parte". Poi si torna sull'intervista che il tecnico dopo Napoli ha concesso, tirando qualche strale.  "Il mister ha parlato dopo una partita persa, c'era nervosismo. Le sue parole credo siano state travisate, voleva dire che tante volte non si riusciva a portare a casa i giocatori che aveva chiesto, ma è una legge di mercato, non che non glieli volessimo prendere. Come succede nelle varie sessioni di mercato, avevamo obiettivi che non siamo riusciti a chiudere. C'è una linea comune e sposata da tutti, si cerca di individuare obiettivi e una strada da perseguire. Abbiamo preso giocatori che possono dare una grande mano, e allo stesso tempo dico che noi ci salviamo solo scendendo in campo con il sangue agli occhi. Non c'è un Parma di nuovi, o un Parma di vecchi. C'è il Parma, ma ci sono anche giocatori che sono qui da tempo e che devono guidare chi è arrivato dopo. Loro devono sentire più di altri la responsabilità dei risultati che non stanno arrivando. Sono loro che devono spingerci a fare meglio, perché potevamo prendere anche Cristiano Ronaldo ma senza spirito combattivo retrocediamo comunque. Mi preme che la squadra ritrovi la mentalità che ci ha permesso di salvarci, cercare di fare di più rispetto ad oggi. Solo così recuperiamo la stagione. Ci sono 18 partite e per noi devono essere 18 finali, ogni domenica deve essere una battaglia con il sangue agli occhi. Credo che la salvezza sia un obiettivo alla portata, siamo a due punti, nonostante i disastri se così li volete chiamare, che abbiamo fatto. C'è tutto un girone da giocare. Anche chi ci sta davanti se la dovrà vedere con noi, quest'anno è un campionato difficilissimo, chi si può sentire tranquillo può soffrire, noi dobbiamo fare il nostro percorso: testa bassa e lavorare, seguire il mister che ha quel senso di appartenenza che serve alla squadra per salvarsi. Peccato non ci sia il pubblico, ne avremmo bisogno. Ribocchiamoci le maniche e pensiamo a dare il massimo, senza negatività". 

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