Manetti: "Ci saranno più infortuni, Inglese torna in gruppo la prossima settimana"

Il responsabile sanitario del Parma: "Era un infortunio grave ed importante, il tendine forse più importante del corpo umano – quello dei flessori della parte posteriore della coscia – si era lesionato"

A nove giorni dalla prima gara ufficiale in programma dopo lo stop forzato al campionato, il Responsabile Sanitario del Parma Calcio 1913 Dott. Paolo Manetti ha voluto fare il punto della situazione:

“Volevo fare un punto della situazione sull’aggiornamento attuale dei giocatori. Facendo una premessa introduttiva e una riflessione sulla difficoltà del momento che è appena passato. La difficoltà nel gestire una pandemia è stata per tutta l’Italia e anche i nostri atleti sono stati ovviamente coinvolti da questo momento difficile. Lo hanno fatto con molta responsabilità e consapevolezza, con un attimo di sbigottimento quando, adattandoci alle normative ministeriali, abbiamo interrotto gli allenamenti e quindi le certezze, le sicurezze dell’atleta sono state interrotte. Qualcuno ha vissuto nel proprio nucleo familiare, qualcun altro isolato, un periodo lungo e difficile pure per loro”.

“Questa fase sta passando, dal punto di vista clinico la malattia è molto meno temibile ma continuano le accortezze che tra l’altro sono previste dal protocollo con tutte le normative di distanziamento al di là del campo stesso. Il momento difficile è passato ma ne sta arrivando uno più complesso, dove giocheremo ogni tre giorni una parte finale di campionato con temperature che saranno più difficoltose per lo svolgimento di partite ed allenamenti“.

“Dal punto di vista statistico è documentato che giocare ogni tre giorni – quindi due/tre volte a settimana rispetto ad una – aumenta di quattro volte il numero degli infortuni. Ogni mille ore di esposizione all’allenamento invece di quattro nuovi infortuni ne abbiamo venticinque: questa è statistica. Su questo stiamo cercando di adoperarci facendo tutta la prevenzione e tutta la gestione possibile anche in questo primo periodo dopo l’inattività. Abbiamo avuto alcuni piccoli acciacchi muscolari e, per questo, li abbiamo gestiti con estrema cautela. Stiamo affrontando l’ultima settimana precampionato con l’obiettivo di risolvere tutti questi problemi muscolari“.

“Il tempo ci ha permesso di continuare a lavorare agli infortuni quelli più grossi, quello di Roberto Inglese in particolar modo: anche col lockdown dell’Italia abbiamo trovato il modo di continuare quotidianamente una fisioterapia che Roberto con grande dedizione, impegno e forza di volontà ha portato avanti. Stiamo raccogliendo adesso i risultati. Era un infortunio grave ed importante, dove il tendine forse più importante del corpo umano – quello dei flessori della parte posteriore della coscia – si era lesionato proprio all’inserzione del passaggio muscolo-tendine. L’intervento perfettamente riuscito in Finlandia dal Dott. Lempainen ha permesso di ricostruire la continuità anatomica. I tempi previsti erano di cinque mesi e ci siamo quasi, siamo in contatto quasi quotidiano con il Professore col quale ci interscambiamo i risultati di alcuni test funzionali che stiamo facendo e l’obiettivo è quello di far rientrare in gruppo il ragazzo dalla settimana prossima, che ritroverà gradualmente la condizione migliore. Più che una settimana più o una meno, si tratta di aver ricostruito l’integrità del calciatore che potrà proseguire a fare il proprio lavoro e questo, principalmente, va merito alla forza di volontà del ragazzo e alla perizia del chirurgo che ha rimediato il problema specifico“.

“L’altro grave infortunio era stato quello di Luigi Sepe, una rottura completa di un tendine degli adduttori. In questo caso abbiamo fatto una scelta conservativa che ha pagato perché il ragazzo è completamente recuperato, si allena col gruppo e sta svolgendo normalmente tutte le funzioniIl gruppo si sta ricompattando, alcuni di noi hanno vissuto in maniera diretta il periodo del Covid avendo sintomi sostanzialmente tutti leggeri: nessuno è stato grave e sotto questo punto di vista siamo stati fortunati. La difficoltà del momento è stata quella di non aver avuto, a suo tempo, la possibilità di utilizzare i tamponi anche a chi aveva sintomi più leggeri per capire com’era la situazione. Ma in quel momento di emergenza erano dedicati a differenziare i sintomi gravi, a chi doveva andare in rianimazione oppure no. Adesso di tamponi ne facciamo anche fin troppi, non abbiamo più nessun positivo né tra lo staff né tra i calciatori. Abbiamo superato questa fase difficile e siamo pronti ad affrontare la parte finale del campionato“.

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