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L'abbraccio del Tardini emozionato agli storici eroi di Wembley

Tifosi con il groppo in gola e gli occhi rivolti al maxischermo, dove correvano le immagini della storica serata londinese allietate dalla corale "Verdi" e dalla passerella dei "Leoni"

La festa è stata del Parma, di Parma. Una città in tripudio, uno stadio colorato di gialloblù immerso nel ricordo di quella splendida notte che regalò all'Europa calcistica una squadra forgiata nel lavoro e nello spirito di sacrificio. Il timoniere, uomo di calcio, Scala, si apprestava a guidare un gruppo che avrebbe sorpreso tutti attraverso la tempra di Apolloni e i piedi buoni di Minotti, la corsa e il cuore, mista a classe, di Benarrivo e Di Chiara, che ancora manda in visibilio un Tardini emozionato e che piano piano si riempie. La Coppa delle Coppe esce sul tardi, e se la passano tutti i protagonisti del tempo. La passerella dei ragazzi del Parma Footbaall School è di quelle esigenti, aspetta con ansia l'arrivo di Asprilla, funambolico come allora, Melli e Pizzi, Brolin e Hervatin, Berti e Pin. Cori per tutti e occhi lucidi nel ricordo indelebile di quegli eroi storici. Con la curva che impazzisce quando i giocatori sfilano con la Coppa delle Coppe. E inevitabilmente il passato abbraccia il presente. Lo stadio si unisce in un unico coro: "Portaci in Europa, Nevio Scala portaci..." e la festa è tutta loro, di Parma, di quel Parma che ha tinto l'Europa di gialloblù.

Il saluto del Tardini agli eroi di Wembley

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