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Parma, Cardone torna a casa: "Voglio far capire che indossare questa maglia è un onore"

Fausto Pizzi, responsabile del settore giovanile presenta il capitano: "Siamo onorati di avere in società uno come lui"

Dal nostro inviato

COLLECCHIO - Beppe Cardone è tornato a casa. Nelle vesti di allenatore degli allievi, l'ex capitano appare fiero ed emozionato. A Parma è ricordato con grandissimo piacere, è rimasto nel cuore di tutti i tifosi per quel gol nello spareggio contro il Bologna. "Ma se voglio fare bene come allenatore - dice in conferenza stampa - devo dimenticare il mio passato da calciatore. Da quando sono tornato ho ricevuto tante esternazioni, attestati di stima, questo mi fa piacere, ma per come sono fatto io devo conquistarmi l'apprezzamento sul campo, con il lavoro. Barone è andato in India, ho avuto la fortuna di essere in camera a Coverciano con Morrone per il corso Uefa da allenatore e si è creata l'opportunità. Solo l'idea di poter allenare il Parma mi piaceva, poi si è presentata l'oportunità e sono contentissimo di essere qua. Per me è un orgoglio essere stato il capitano di questa squadra. Non voglio svuotarmi in maniera completa di quello che sono stato a Parma, non devo dimenticare che sono stato calciatore. Dovrò solo dimostrare di essere all'altezza, di essere serio per questa nuova avventura. Ero emozionato quando sono arrivato, nel momento della firma e appena ho varcato il cancello. Sono legato a questa città e a questa società, le situazioni che ho vissuto qui mi hanno formato come uomo e come calciatore, per questo Parma rappresenta per me una tappa fondamentale della mia vita, non solo come allenatore. La mia carriera da calciatore mi ha fatto avere rapporti con tanti allenatori, ho preso qualcosa anche da quelli con cui ho avuto rapporti meno brillanti. Io ero infortunato a volte, altre ho rischiato di non giocare mai più. Ho superato bei momenti, ora mi porto avanti come allenatore. Quando siedi in panchina, devi portare avanti gli obiettivi della società. Quando ho parlato con Pizzi mi sono confrontato con quelli che erano gli obiettivi del Parma, ho dovuto mettere da parte quelli che sono gli obiettivi personali di un allenatore. Avrò a che fare con ragazzi di 15, 16 anni e qui bisogna essere bravi a gestire. Non è una cosa semplice avere a che fare con i giovani. Mi piacerebbe che i ragazzi avessero passione per quello che stanno facendo. Se davvero vogliono fare qualcosa, realizzare i propri sogni, devono avere passione e crederci. Vorrei trasmettere un senso di appartenenza importante, perché giocare per questa maglia è un onore".

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