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Parma | Donadoni: 'Albertini, i curatori sono seri'. Albertini: "Ripartire dalla serie B'

Donadoni: "Albertini? C’è l’inserimento di una persona che ha masticato calcio per tanti anni, che mastica calcio, e che è una figura cristallina". Il calcio ha un valore sociale, ha un valore economico, e chi sta soffrendo di più è il tessuto economico legato ai tifosi e tutti coloro che circolano attorno al Parma

Conferenza stampa di Donadoni e di Albertini. Ecco le parole di Donadoni: "Albertini? C’è l’inserimento di una persona che ha masticato calcio per tanti anni, che mastica calcio, e che è una figura cristallina. Tutti quelli che conoscono Albertini sanno che tipo di persona sia, e quindi avere la coscienza di poter collaborare con una persona pulita in tutti i sensi dà maggiore stimoli a tutti. Il suo contributo credo che sia di tutt’altro genere, è importante nella misura in cui i nostri due curatori abbiano ritenuto di chiedere a una persona come lui di entrare in questo momento, in quando hanno conoscenze diverse. Questo dimostra la serietà dei curatori fallimentari, e mi auguro che si possa accelerare i lavori”.

“Le condizioni del Parma? Abbiamo bisogno ancora più delle forze di tutti, perchè ci sono delle partite ravvicinate. E’ stata una stagione in salita, e anche questo va ad ingigantire quelle che sono le difficoltà, proprio perchè oltre ad un aspetto mentale che tutti conoscete, c’è anche questo discorso di carattere fisico, perchè aver accumulato questi due recuperi condiziona di più. Per tutta una serie di motivi in questa stagione siamo partiti con tanti giocatori, con una situazione poco chiara, e quindi fino a quella data, anche dal punto di vista tecnico, ci sono state delle mancanze, e in questo mi ci metto anch’io. Però è stata fin dall’inizio del ritiro una gestione complicata per tutta una serie di motivi, e questo ora non ci deve far ragionare troppo guardandosi indietro, perchè vorrebbe dire che staremmo cercando delle attenuanti. Noi dobbiamo terminare la stagione con grande serietà. Noi dobbiamo vivere da qui al 31 maggio alla giornata, e questo significa di vivere 24 ore su 24 concentrati su quello che dobbiamo fare. Se saremo capaci di fare questo, tralasciando le sciocchezze, saremo bravi a mettere tutte le componenti nelle condizioni di lavorare per far sì che questo non accada più. Personalmente non mi interessa ragionare su quello che è successo in passato, e mi interessa pensare solo al desiderio di guardare avanti, e di avere tra le mani la possibilità di lavorare con un gruppo, non so dove, non so come, con una società che ha un programma, perchè so di poter dare molto, e voglio dare molto a delle persone, perchè glielo devo”.

Nocerino? Vogliamo sfruttare la sua capacità di inserirsi, e in quella posizione è il primo a provare ad arginare le squadre avversarie. Credo che stia crescendo, abbiamo bisogno di gente che abbia l’obbiettivo di cercare l’intensità in campo, perchè se siamo molli diventa tutto più complicato, e giocatori come lui che hanno esperienza devono darmi questo. Il resto è una questione di scelta in funzione di quello che vedo. Lodi è un giocatore che io ho voluto, forse non ha dato quello che mi aspettavo, e ci sono ancora tante partite. Queste sfide ravvicinate daranno possibilità anche a lui di mettersi in mostra, e mi aspetto una risposta positiva. Galloppa è fermo per un problema al ginocchio, è fermo ed ha bisogno di tempo. Anche Mariga è stato fermo, lui è ancora in dubbio. Il documentario di Sky? Se ci sarà l’accordo lo diranno quelli di Sky, io appoggio in toto la decisione che prenderanno i giocatori. Se questo può essere un contributo ulteriore alla battaglia che stiamo portando avanti tutto è ben accetto. Scherzeremo su altro, magari, ma su queste cose qui non c’è nulla da scherzare. Se Sky vorrà darci una mano, e renderà partecipi tutti di quello che stanno vivendo questi ragazzi, allora sarà utile alla causa. Ringraziamo anche quegli sponsor che ci danno una mano, e anche i giocatori si stanno muovendo con le loro conoscenze, e questo genere di operosità da parte di chi lavora attorno ad una squadra, meritano sicuramente un elogio”.

"Ho accettato ben volentieri -ha detto Albertini- di incontrare i curatori fallimentari qualche settimana fa per un incontro di conoscenza, per sapere anche il mio punto di vista, e mi hanno chiesto la disponibilità a contribuire per una vicenda non positiva per il calcio italiano e per il Parma. Mi reputo un uomo delle istituzioni, avendo avuto un incarico prestigioso come questo mi fa piacere mettermi a disposizione per dare il mio contributo. Io sono venuto tre-quattro volte a Parma prima ancora dell’incarico, ho sentito Donadoni circa un mese e mezzo fa, quindi quando ancora non c’era nessuna situazione aperta di questo tipo, e poi come tifoso ho letto tante dichiarazioni. E’ una situazione difficile da poter inquadrare, non è sicuramente positiva per il nostro mondo, però credo anche che si deve cercare di capire qual è stata la gestione precedente, ma soprattutto provare a dare un futuro ed arrivare fino alla fine di questo campionato. Mi sembra molto semplice spiegarla con quello che mi hanno detto i curatori: la cosa più importante oggi è quella di arrivare ad avere le condizioni per finire il campionato, e dall’altra parte gestire un rapporto con la squadra che è importante, perchè è una squadra di calcio, non un azienda. Il mio incarico è quella della gestione settimanale delle partite, dell’aspetto sportivo della squadra, anche se la cosa più importante sarà quella di Donadoni e dei giocatori. Quella della riduzione del debito sportivo è uno degli obbiettivi dei curatori fallimentari, poi quando ci sarà il momento per parlarne con i giocatori ne parleremo tutti assieme, non è solo una cosa mia”.

“Mi ritengo istituzionale, ho avuto una chiamata istituzionale, quindi non da parte di una società privata. Non sono un Direttore Tecnico, credo che il Parma abbia Alessandro Melli, il Team Manager, ha i giocatori ed il Mister e quindi ha già questo tipo di figure. I miei referenti sono i due curatori fallimentari. I rapporti con Figc e Lega ci saranno se i curatori lo riterranno opportuno. Penso di sì, i miei trascorsi li conoscete, e i rapporti sono ottimi con tutte le istituzioni calcistiche. Ci sono già stati degli incontri, dall’Aic, alla Lega fino alla Figc. Io ricordo la telefonata con Donadoni, e ho detto che avevano un compito difficile, ovvero scegliere con senso di responsabilità se giocare o non giocare. Hanno preso decisioni importanti, e fino ad adesso si sono comportati da grande professionisti. Non so quanti stipendi hanno ricevuto, ma hanno comunque dato regolarità al campionato italiano. I rapporti con Tavecchio? E’ un po’ che non parlo con lui, ma non per questo non c’è un buon rapporto. Lui è la carica più importante del calcio italiano, ed in questo momento bisogna fare sistema. Quello di mettere il Parma in condizione di mantenere la Serie B è un obbiettivo comune nostro e di Lega e Figc. Essere ottimisti è gratis, non costa niente, poi capisco che l’ottimismo può preventivare la delusione. Ma altrimenti non si comincerebbe nemmeno a lavorare… Devo dire che in questo momento siamo in Zona Cesarini, abbiamo due mesi per lavorare nel miglior modo possibile, e come abbiamo già detto precedentemente dobbiamo fare sistema, difendere la dignità dei giocatori, ed abbassare il debito sportivo per rendere appetibile il Parma, che è una squadra storica, io qualche partita con il Parma l’ho persa, e i tifosi devono sognare di ripartire dalla Serie B. Questo è l’auspicio, ed è anche per questo che sono qui”.

CURATORI- “Domani a S. Siro? Cercherò di rimanere più vicino alla squadra, a partire da domani. L’Inter richiedeva i nominativi per gli accrediti, ed il mio era omesso perchè non era ufficializzato l’incarico… Cercherò di restare vicino alla squadra ma non sono un Direttore Sportivo. Ho anche un incarico con l’Expo, ma cercherò di rimanere più vicino possibile alla squadra. Il mio incarico è fino al 31 maggio. Mi sarebbe piaciuto entrare qui come giocatore, ho sempre visto il Tardini pieno. Se un giocatore non accettasse di ridurre i compensi? Prima bisogna fare la panoramica, si determinano gli obbiettivi, poi bisognerà riuscire ad essere convincenti per la strada che dovremo percorrere. Il debito sportivo deve abbassarsi, e bisognerà parlare con i calciatori. Farlo singolarmente sarà difficile, in questo caso bisognerà studiare la strategia migliore e condividerla con loro. I giocatori che sono a Parma meritano rispetto, qualsiasi sia la strada che percorreranno. La messa in mora di alcuni giocatori? Gli asset della società sono sicuramente i calciatori, ognuno ha preso le sue decisioni. Siamo in Zona Cesarini, non so se ci sarà recupero per vincere la partita. Abbiamo delle scadenze, come quella del 15 aprile. Non voglio dire che si vive alla giornata, perchè non è quello che stiamo facendo. Un’idea ce l’hanno, i curatori, me l’hanno comunicata, e a brevissimo vedremo come gestire la situazione legata a coloro che hanno messo in mora il Parma“.

“Come ho percepito quello che è accaduto a Parma? Ho letto più volte di alcune situazioni. Il calcio ha un valore sociale, ha un valore economico, e chi sta soffrendo di più è il tessuto economico legato ai tifosi e tutti coloro che circolano attorno al Parma. Con un progetto sportivo con oltre 200 giocatori si fa poco, perchè il pensiero di allenare o gestire una rosa così ampia mi ha fatto capire che numericamente non sarebbe mai stata una strategia che avrei potuto fare. Poi c’è stata la conquista sul campo dell’Europa League, e la licenza Uefa non concessa. Questo è stato un segnale chiaro, si è iniziato ad intuire che i problemi erano non più gestibili. Incontrare i tifosi? Ho fatto solo un gol al Parma, quindi potrei incontrarli… Non lo so, io non ho mai visto nessuno dimettersi dal ruolo di tifoso, al massimo è critico ma alla fine gioisce. Il tifoso è sempre vicino alla squadra, ma una delle regole dello spogliatoio è che tutto è contagioso. Trovare la serenità di essere più ottimisti, anche se è difficile, è importantissimo. La stima verso Donadoni non è stata determinante, avrei voluto non lavorare con Donadoni perchè avrebbe voluto dire che avrebbe allenato una società senza questi problemi. Quando abbiamo fatto incontri con i curatori io a Roberto non ho detto nulla, fino al momento della nomina. Sappiamo che il lavoro dei curatori in questo momento è fondamentale. Il paracadute? E’ una speranza molto vicina, perchè se i curatori hanno dato questa notizia hanno avuto un sentore positivo. L’ammontare del paracadute dipende molto anche dalle altre retrocesse, dalle stime della Lega per i debiti e i crediti, quindi in questo momento prima aspettiamo la certezza di quest’aspetto, e poi anche diremo la cifra che la Lega ci comunicherà”.

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