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Parma, tutto passa da Munari: più Padova che Maceratese

Il centrocampista è recuperato ma D’Aversa non se la sente di rischiarlo

Con qualche fievolissima speranza di acciuffare ancora il primo posto in maniera diretta, il Parma sta per addentrarsi in una delle settimane più decisive della sua storia recente. Spinti dalla matematica e aiutati dai freddi numeri, per i quali resta viva l’illusione di finire primi nel girone B, i ragazzi di D’Aversa si preparano a quello che è un vero e proprio tour de force perché Maceratese, Padova e Ancona diranno un bel po’ di verità su squadra e ambizioni. La madre di tutte le partite diventa ora quella con i patavini che dopo il Parma affronteranno il Venezia e da qui in poi i punti che si fanno pesanti saranno decisivi senza più tanti artifizi. Il mese di aprile sarà utile anche per capire di che pasta è fatta la squadra in vista degli eventuali play off. Chi gioca deve dimostrare di avere sangue freddo, testa calda e una tenuta psico-fisica affidabile per riuscire a dare il meglio di sé anche sotto pressione. Con Davide Giorgino che ha di fatto terminato la stagione (deve andargli bene se riuscirà a essere pronto per i play off) al Parma non resta che sperare nel pieno recupero di Gianni Munari. La sua assenza si è fatta sentire parecchio, chiedere a Scozzarella per conferma, ma D’Aversa non se la sente di rischiarlo per la partita contro la Maceratese. Che diventa lo snodo fondamentale per intraprendere un viatico importante e che dia il senso ai due mesi che separano il Parma dai play off (ad oggi l’unica cosa sicura). Certo che con Munari ritornerebbe il Parma tipo. Un 4-3-3 pesante e forte fisicamente, che potrebbe giovare della sapienza di Scozzarella e della vena realizzativa di Calaiò e compagni che davanti sprintano che è un piacere. A proposito di Maceratese, ci sono brutte notizie. Giovedì gli imprenditori Marco Fantauzzi e Luca Macaluso hanno ufficializzato la rinuncia all’acquisto del club. Un’operazione che sembrava fatta, ma poi una presunta aggressione all’uscita da un ristorante potrebbe essere stata la causa del ripensamento. Il club resta, quindi, a Filippo Spalletta

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