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Jacopo Dezi - foto parmacalcio1913

Jacopo Dezi - foto parmacalcio1913

Parma, ora Dezi è un problema

D'Aversa gli ha cambiato anche la posizione (mezzala sinistra) ma il giocatore non gira

Diciotto partite, 1402 minuti con la maglia crociata addosso, passati a correre e rincorrere senza mai incidere: questi i tratti del profilo poco convinto e convincente di Jacopo Dezi, giocatore acquistato in una campagna estiva faraonica che sembrava essere il preludio per un’immediata risalita nel calcio che conta. Dopo sei mesi, l’esperienza del giocatore ex Napoli nel ducato è tutt’altro che felice. Anzi: del giocatore ammirato l’anno scorso da Faggiano e compagni e conteso a mezza Serie B e strappato per una discreta somma di denaro (2,5 milioni di euro da ‘versare’ a puntate e al raggiungimento di certi obiettivi) resta solamente uno sbiadito ricordo che è lontanissimo e tende sempre più a diventare remoto e poco chiaro.

Involuzione preoccupante 

L’involuzione del giocatore – destinato probabilmente a rimanere in eterno un potenziale talento – è preoccupante e va detto, non dipende solamente da lui. Un anno fa, al 23 gennaio, Dezi era stato capace di fare la differenza nel Perugia con venti presenze e cinque gol. Questi sconosciuti a Parma, dove si è fatto apprezzare solamente per i due assist messi a segno (contro Novara e Salernitana) e per una buona partita d’esordio con la Cremonese che ha illuso tutti. Lungi da noi voler dare la croce addosso a un ragazzo di venticinque anni che ha mostrato fino a sei mesi fa cose ottime, ma il segnale che più di tutti preoccupa in questo momento del Parma – oltre al fatto che non si riesca a segnare – è proprio legato al rendimento di Jacopo Dezi. Che ha trascorso un girone intero a giocare da mezzala destra, prima di passare poi in panchina per sei partite di fila – con l’intermezzo della gara contro l’Ascoli – poi a essere impiegato con costanza nella seconda parte del girone di andata complice anche il guaio muscolare capitato a Munari al tramonto di un girone dove i crociati avevano fatto molto bene, tutto sommato. Ma lui non ha mai convinto in pieno e, nonostante la società lo abbia messo immediatamente fuori dalle trattative di mercato, Dezi non è ancora riuscito a imporsi.

Che fatica... 

Dicevamo che i motivi del poco mancato apporto – almeno nel senso in cui lo intende D’Aversa – alla causa crociata vanno condivisi anche con l’impostazione tattica che l’allenatore dà al centrocampo e alle indicazioni che dà al giocatore, poco abituato a fare la fase difensiva richiesta dal tecnico. Con la squadra che fatica a giocare poi, anche il centrocampista è poco coinvolto e risulta maggiormente in difficoltà rispetto magari all’anno scorso quando – a Perugia – ha dato il meglio di sé da mezzala sinistra (come contro la Cremonese alla prima di ritorno) con al fianco due che di chilometri ne facevano parecchi e anche per lui come Zebli (o Ricci) e Brighi (o Acampora). Il tempo per tornare a quei livelli, volendo ci sarebbe pure, a patto che di partite non se ne buttino più via.

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