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Luca Carra, Pietro Pizzarotti e Giacomo Malmesi - foto parmacalcio1913

Luca Carra, Pietro Pizzarotti e Giacomo Malmesi - foto parmacalcio1913

Parma, ora te le cantano tutti

I crociati hanno il 14esimo attacco del campionato. Dal ds alla proprietà: nessuno è contento. E domenica c'è il Perugia

Trovarsi a dieci punti di distanza dalla prima in classifica, adesso come adesso, in un periodo del campionato in cui i punti cominciano ad avere un peso specifico notevole - siano essi quelli persi o guadagnati - può generare due tipi di reazioni: la prima, quella della squadra, che dopo la strigliata di Daniele Faggiano alla ripresa degli allenamenti in vista della partita delicatissima contro il Perugia è chiamata a rispondere sul campo e a convincere. Non è detto, ma tutti ci sperano, anche chi martedì ha fatto tremare le mura del centro sportivo. La seconda, quella della società che seccata dai black out della squadra piuttosto frequenti, ha deciso di alzare la voce e di far capire al tecnico e ai suoi ragazzi (che sono maggiormente nel mirino delle critiche, più dell'allenatore, almeno agli occhi della proprietà) che da adesso in poi si deve fare sul serio.

Confronti in settimana

Di sicuro la ripresa degli allenamenti non è stata solita perché un paio di confronti serrati (totalmente pacifici, nessuno immagini sedie che volano o tavoli rotti, sia chiaro) tra ds e squadra e proprietà e squadra ci sono stati. Come normale che fosse, perché trovarsi con tre punti in tre partite e con un girone di ritorno cominciato come si era concluso quello d' andata, fa pensare male. Certo, ribadiamo che arrivare ai play off per il Parma, che malgrado tutto era e resta pur sempre una neopromossa, non sarebbe affatto un disonore, ma il problema, quello che avrebbe scatenato la preoccupazione più che l'ira dei vertici societari sarebbe proprio l'atteggiamento di chi scende in campo, non tanto la scelta degli uomini o come siano disposti in campo. Certo, anche questa è una situazione che va gestita meglio. Da migliorare assolutamente perché - numeri alla mano - il Parma dimostra di soffrire soprattutto nella fase offensiva. Fatica a tirare in porta, a segnare.  Otto sconfitte sono troppe per chi vuole fare un campionato di vertice. Otto volte ha perso anche la Ternana, ultima in classifica. Con 31 gol fatti, come la Pro Vercelli diciannovesima, meno della già citata Ternana che ha segnato 38 gol. Anche Cesena e Foggia hanno segnato più del Parma, al 14esimo posto in questa classifica che certo si basa sui freddi numeri ma che sintetizza le difficoltà di una squadra che le occasioni le crea pure senza però sfruttarle.

Il Parma ha il 14esimo attacco

Le partite diminuiscono, le ansie aumentano di pari passo e la corsa verso l’obiettivo prefissato si fa difficile per tanti motivi. Uno di questi è la mancanza di continuità che da sempre attanaglia i crociati, incapaci di ingranare sul serio la marcia per il rettilineo. I tifosi assistono spesso a partite diverse nell’arco di una settimana, guardano due squadre nel giro di otto giorni. Come è successo in occasione della gara contro la Cremonese. Quindici giorni fa il Parma è incappato in una sconfitta che ha destato preoccupazione, non solo nei tifosi ma anche nella proprietà che si è impegnata a correre ai ripari durante il mercato e che era stata quasi rassicurata dal 3-0 del Tardini contro il Novara. Una prova che non aveva dato certo l’impressione di una squadra perfetta ma sicuramente positiva, piena di spunti e condotta in porto in maniera sapiente e cinica. Vanificata a Brescia: in 90’ il Parma ha spazzato via quelle poche convinzioni che aveva accumulato e mostrato anche nel periodo in cui sono mancati i gol, quando si giocava senza attaccanti veri e quando non si perdeva perché l’animus pugnandi, almeno quello, c’era. 

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