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Parma, tra Padova e campo: Scala a Collecchio per rincuorare la squadra

A fine allenamento colloquio con Felice Evacuo. Il presidente ha dispensato sorrisi in pubblico cercando di infondere sicurezza per la sfida contro i veneti

Una parola di conforto, qualche pacca sulla spalla, una passeggiata e tanti colloqui lampo. La giornata di Nevio Scala è andata via in fretta, c'era bisogno di rasserenare un ambiente un po' 'infastidito' dalla prestazione del Parma contro la Maceratese. I ragazzi di Gigi non hanno tirato praticamente mai verso la porta né creato occasioni, ma il punto va bene, per ora. Perché permette ai crociati di non perdere terreno nei confronti di chi è in alto e non scappa, per fortuna. E quando non fai la lepre perché non la sai fare, non sfrutti l'occasione perché non la sai sfruttare, meglio rimanere aggangiati al treno che va piano per ora e che non accelera. Meno male. Conscio dei propri limiti e delle potenzialità inespresse, il Parma si prepara alla partita contro il Padova compattandosi e facendo quadrato attorno a sè. C'erano tutti al Centro Sportivo di Collecchio, c'era Lorenzo Minotti con Andrea Galassi, Gigi Apolloni come sempre, sorvegliati da Nevio Scala che si divertiva a passeggiare per il campo assieme ai suoi ragazzi. Un abbraccio a Miglietta, un altro a Calaiò, una parola di conforto a Mazzocchi, autore di una pessima prova, come il Parma tra l'altro, qualche carezza a Ciccio Corapi che è sempre nel cuore dei tifosi.

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E poi un colloquio con Felice Evacuo, circa una decina di minuti per fare un po' il punto della situazione. Il bomber sta soffrendo parecchio, non trova la condizione giusta e non gioca con grande continuità. Per questo soffre un po' ma è sempre a disposizione e si allena con grande professionalità nonostante Apolloni lo abbia messo fuori per qualche gara. Ci sta, dato che comunque il giocatore non riesce a fare gol, né a trovare il feeling con il compagno di reparto, che sia Calaiò o altri. Il Presidente ha cercato di tirarlo su, impossibile sapere che cosa gli abbia detto, quali le corde toccate per farlo sorridere, ma al termine degli esercizi, lo ha preso sottobraccio e lo ha accompagnato verso lo spogliatoio. E Felice era... felice, o meglio rasserenato, sollevato. Anche se non contentissimo di guardare i compagni correre al sabato, mentre lui stringe i denti e si difende dal freddo della panchina. 

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