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Parma | E' sempre domenica, i tifosi si stringono intorno al capitano. Lucarelli: 'Oggi abbiamo vinto"

Alcuni di loro strappano il cartellone della Leonassa, azienda di Ghirardi. Cori per tutti, Donadoni e Lucarelli in testa. Tutti contro l'ex presidente, Manenti (per lui il coro "dov'è la C3") e Leonardi. Della società presente solo il dt Antonello Preiti

Un altro calcio, un'altra domenica, una domenica diversa in cui non manca il pallone.  Non può mancare. È uno sfogo, per i tifosi che hanno riempito la tribunetta del campo della Primavera, che hanno aspettato i calciatori e li hanno accolti come se fossero allo stadio, come se fosse domenica davvero. Ci sono tutto come se stessero giocando per davvero, c'è Melli, osannato, c'è Preiti, ultimo rimasto di una dirigenza latitante. Ci sono anche dei tifosi strappano dal campo uno striscione della Leonassa, azienda sponsor di Ghirardi. C'è davvero tutto per tornare a respirare per un giorno l'aria del campo, del calcio,  dello sport. Cori per tutti, contro i giornalisti, contro la dirigenza e contro tutti quelli che, secondo gli ultras hanno infangato la squadra e permesso al loro Parma di arrivare a questo punto. Donadoni, acclamato come il capitano, manda in campo IacobucciCassaniPrestia,  Lucarelli eCostaNocerino,  Mauri e Lodi, che ritorna tra i "titolari" dopo un mese di panchina e qualche scampolo.

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FORMAZIONI - Donadoni lo aveva voluto a tutti i costi, nella sessione estiva, qualche screzio e tanta panca dopo. In avanti nell'amichevole in famiglia, Ghezzal, Belfodil e Rodriguez. Dall'altra parte ci sono Galloppa e Mendes, Esposito e Varela, Coda e Gobbi,  Jorquera e Santacroce. Molti di loro hanno messo in mora la società, per svincolarsi anche se non serve poi tanto, per farsi trovare pronti magari per la prossima stagione, forse altrove, con la speranza che si possa giocare ancora e che le cose si sistemino, per bene.

Per una volta il risultato non conta, il 2-2 non è servito a muovere la classifica, ma un sacco di tifosi che si sono stretti attorno al capitano prima, sceso ad abbracciare tutti, e la squadra dopo, che ha cantato con loro e che si è divertita. "Oggi è stata una grande vittoria - dice il capitano - perché abbiamo dimostrato di essere una città civile che ha una squadra disposta non farsi mettere sotto i piedi da nessuno. Noi siamo pieni di avvoltoi qua, pronti a portarci via i ragazzi delle giovanili e tutto quanto abbiamo fatto di buono in questo periodo. Sarebbe un peccato se questo avvenisse perché per colpa di qualcuno poi i nostri giovani vanno via, loro sono il futuro. Tutta colpa della negligenza di qualcuno. La Lega dovrebbe fare molto per la nostra squasra, al momento non lo fa, nè lo ha fatto prima. abbiamo avuto l'appoggio di tutti tranne che il loro.  La situazione va presa in modo serio. Le loro regole, quelle della Lega e degli altri organi che dovevano vigilare, non sono sufficienti. Se siamo arrivati fino a qui è solo perché nessuno ha vigilato. Bisogna mettersi a tavolino e rifare tutto un piano per ricostruire le regole e salvaguardare tutti". 

In questo momento di difficoltà, la risposta della città e dei calciatori soprattutto, è esemplare. I tifosi "inferociti", contro i vertici di una società sgretolata,  si piazzano davanti alla sede  e le "cantano" a tutti con slogan e bandiere, cori e urlacci, sempre nella maniera che li contraddistingue: pieni di amore per la squadra di una città ferita.

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