Mediana decimata, per Darmian c'è una speranza

Il terzino si è allenato con la squadra

Matteo Darmian e Simone Iacoponi - foto Ansa

Mentre si cerca di capire a quali disposizioni ministeriali fare riferimento per le prossime partite (Spal e il recupero con il Torino principalmente), il Parma continua a lavorare con la mente protesa alla gara con i ferraresi, una partita che vorrebbe dire almeno due cose, in ogni caso. Sarà al termine dei novanta minuti con la squadra di Di Biagio che si capirà in che direzione andrà il campionato del Parma: se la lotta salvezza verrà archiviata in maniera definitiva oppure se la stessa continuerà ancora per un po’. Continua invece – senza sapere con certezza quando si concluderà – l’emergenza legata al coronavirus, che mette in dubbio la presenza di tifosi e giornalisti all’interno dello Stadio Tardini, considerata zona off-limits per supporters e addetti ai lavori, probabilmente.

La settimana di pausa è servita a Roberto D’Aversa per lavorare sul recupero, sembra ormai definitivo, di Dejan Kulusevski. DK44 dovrebbe tornare nell’assetto di partenza, che lo vedrà schierato largo in attacco e pronto a essere l’uomo che cuce le distanze tra i reparti: si accentra, svaria, sgasa a destra e pensa verticale, accompagnato da Cornelius che sarà l’ariete per sfondare la resistenza della Spal. L'altro recupero, quello di Matteo Darmian, pare assai probabile visto che il terzino giovedì è tornato a lavorare con i compagni. Da qui al giorno della partita c'è ancora tempo, dunque parecchie cose potrebbero cambiare. 

Il suo eventuale impiego da titolare sarà deciso solamente a ridosso della partita contro la Spal, D’Aversa lavora per adesso sul possibile sostituto designato: il transito di Iacoponi a destra dovrebbe favorire la promozione di Dermaku al centro della difesa con Bruno Alves. Per provare a fare punti contro la bestia nera del Parma.

Insieme a Lazio e ad Atalanta, la Spal è l’unica squadra con la quale D’Aversa e soci non hanno raccolto neanche la miseria di un punto.In mediana resta il problema numerico legato al rientro di Kucka: lo slovacco continua a lavorare a parte alternando terapie ad allenamenti differenziati, così come Scozzarella e Barillà, segno tangibile che l’emergenza che fa fronte agli infortuni non è ancora terminata. 

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