Parma, un punto e basta: mancano 11 titolari, farebbe comodo un Liverani

Tra infortuni e Covid, la squadra crociata ha prestato il fianco allo Spezia. Senza cattiveria, con poca organizzazione e una fase difensiva da rivedere, torna buona solo la reazione

Gervinho - foto Ansa

Il punto e la reazione. L’impennata d’orgoglio sorretta in modo decisivo dagli errori di uno Spezia che fino a quando ha avuto in campo Nzola, ha fatto a fette il 4-2-3-1 di Fabio Liverani, uscito indenne dal tiro a bersaglio dei liguri. Il punto e la reazione, questo rimane da salvare nella quinta giornata del Parma, che ha incassato altri due gol (in totale fanno undici), è andato sotto per la terza volta in cinque gare, capace però di riprendere per i capelli una partita quasi già finita.

E che ha detto un paio di cose: che questo non è ancora il Parma di Liverani, che al Parma probabilmente – assieme a grinta e cattiveria – servirebbe un Liverani in campo. Non è il Parma di Liverani perché non ci sono giocatori capaci di sviluppare il suo calcio. Il nozionismo tattico fatica particolarmente ad attecchire, e non c’è modulo o modo di interpretare una nuova filosofia se non poggia su basi solide che mancano dopo cinque partite: la convinzione, la cattiveria sportiva. Il Parma è apparso sfilacciato, lungo in molti frangenti della partita, incapace di contrastare gli attacchi di una squadra che è arrivata sì sulle ali dell’entusiasmo, ma pur sempre senza 10 giocatori (Elric ha dato forfait alla fine). Il Parma non ne aveva undici, ma aveva comunque una squadra che la Serie A l’aveva già fatta per undici undicesimi, che aveva più esperienza e ha masticato partite come questa, dal peso specifico enorme.

A proposito dei reparti slegati, della distanza tra essi e degli agili corridoi concessi agli avversari, servirebbe una maggiore attenzione in fase di non possesso, un tempismo sincrono quando si esce in pressing per l’interpretazione di una fase difensiva che è abbastanza lontana da quello che intende Liverani. E un uomo di raccordo, un Liverani capace di tenere la posizione, di non avere paura di prendersi la responsabilità quando scotta il pallone, di imporsi con personalità nei momenti chiave della partita e di cucire le distanze tra i reparti, farebbe molto comodo a un Parma che è apparso troppo timido, che reagisce sì, ma dopo aver concesso ed essere stato svegliato da qualche schiaffo. Più o meno forte. Alla fine il punto di ieri è oro colato, un punto che scalfisce ulteriormente le certezze – ridotte ulteriormente da infortuni e covid – di un Parma che non ha tregua. E che mercoledì deve vedersela con il Pescara nel terzo turno di Coppa Italia. Potrebbero rientrare Roberto Inglese (ieri allo stadio, guarito dal coronavirus) e Jacopo Dezi. Per gli altri bisogna attendere l’ultimo tampone. Sperando che l’esito sia negativo.

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