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Il mister crociato pensieroso - foto Tm News Infophoto

Il mister crociato pensieroso - foto Tm News Infophoto

Vigilia contro l'Udinese, Donadoni: "Giocare nel deserto dei Tartari non è bello"

L'appello del mister per la gara di mercoledì: "Vogliamo finire al meglio la stagione disgraziata, abbiamo bisogno del sostegno del tifo. Lodi? Se qualcuno ha qualcosa da dire venga da me"

D'accordo, le partite, in sè, non avrà ripercussioni sul campionato del Parma, ma rendere appetibile, come va di moda dire in questo preciso momento storico, il Parma, vuol dire giocarsi le tutte le carte a disposizione, passando ovviamente dal campo. E la vigilia di Parma-Udinese ha avuto parecchie chiavi di lettura. La conferenza stampa del tecnico è stata preceduta dall'incontro tra le parti: Donadoni e la squadra, il presidente dell'Aic Tommasi, e i curatori fallimentari con il fido Albertini. "Oggi - ha esordito il tecnico - ci siamo visti per capire quali sono stati gli step del loro lavoro, entro il 15 dovranno dare il responso ufficiale, ovvero se questo esercizio provvisorio potrà continuare o no. Se non ci fossero i presupposti per continuare sarebbe superfluo parlare di futuro. Lila non ci sarà per la partita contro l'Udinese. Giocheremo tante partite in questi giorni, dobbiamo fare qualche sforzo in più. Certo che si poteva diluire il tutto, siamo in una situazione difficile e complicata. C'è qualche menefreghista che dice che se ci troviamo in questa situazione sono fatti nostri.. Questo è un ragionamento che fa chi pensa solo al suo orticello. E non va bene. Ma ormai siamo abituati a fare i salti mortali. Non penso che da qui alla fine la mia rosa sarà modificata, è vero che c'è qualcuno che può liberarsi ma secondo me resteremo con l'attuale formazione". 

"Credo che i ragazzi - ha proseguito Donadoni - abbiano coscienza e consapevolezza di dover rispondere a ogni attacco, sul campo, perché da qui passa il loro futuro. Quando non riesci a renderti conto del perché sei finito in questa situazione beh, ti senti in credito. Ma non usiamo il credito come una giustificazione, non ci piangiamo addosso, noi andiamo avanti per quella che è la nostra strada e ci muoviamo da professionisti. Qui ci sono calciatori che hanno giocato più di altri, ma deve essere uno stimolo per tutti. Lodi? Quando un giocatore ha qualcosa da dire venga da me, se no alimentiamo solo casi inutili. Tutti sono a disposizione e nel momento in cui qualcuno merita di giocare sono io il più felice. Albertini? È una persona che mastica e conosce questo ambiente, ci sa fare con il calcio, non vogliamo trascurare nulla e se il lavoro andrà avanti lui può dare una grossa mano. Il pubblico? Deve venire allo stadio per la propria città, per la realtà. Questa stagione disgraziata deve finire nel migliore dei modi, abbiamo bisogno di loro perché sarebbe una grossa mano anche per il nostro morale. Biabiany? Deve fare altre visite. I fondi della Lega? Sono a disposizione,  per quello che ne so sono pronti. Sulla formazione: "Abbiamo parecchi giocatori in odore di diffida e sabato abbiamo fatto bene tutti. Cambierò qualcosa perché tra acciaccati e giocatori a rischio cartellino qualcosa devo cambiare per forza".

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