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VISTA DALLA CURVA | 3000 bagoloni festanti, una goduria indescrivibile

Il viaggio in curva Nord, per una sera trasferitasi a Reggio Emilia, raccontato dal super tifoso Luca Cavallina

Era una notte buia e tempestosa, una notte con un’ umidità che “dimondi, ghe da ster in ca’ con erbazzone e un gòs ed lambrosc”. 
Era la notte della vetta da conquistare, del derby, atteso da vent’anni di anonimato, da vincere, era la partita di Mogos, Manconi e Spanó.
Era la grande notte…peccato che tremila Bagoloni ed una squadra finalmente SQUADRA vi abbiano rovinato la festa. Sorry, è sempre bellissimo rovinare le feste.

Raccontare l’emozione di un derby atteso da sempre, mai vissuto sulla mia pelle è cosa assai difficile così come è difficile raccontare di una partita giocata su buoni ritmi ma che il pathos, l’ansia e la sofferenza mi hanno frenato dal poterla giudicare oggettivamente. 
D’Aversa schiera un Parma compatto, attendista ma soprattutto attento in difesa e micidiale nel ripartire. Erano da poco passati venti minuti di gioco, molti boys, tartassati da un viaggio treno/autobus degno del quarto mondo, dovevano ancora prendere posto sugli spalti del Gigl…Cittadeltricol…Mapei Stadium, quando Calaiò colpendo di testa scatena una mischia in area risolta da colui che non ti aspetti e in maniera ancora più inaspettata: Giorgino di testa, in controtempo trafigge Perilli. 1-0, delirio, tutti si abbracciano, si esulta come matti uno sopra l’altro. Nemmeno il tempo di recuperare voce ed energie che “Diobón” Baraye fugge in contropiede, entra in area, salta un avversario e fa secco Perilli sul suo palo… 2-0, partita in pugno e stringiamo i denti, intanto lo spicchio “nobile” che risiede alla sinistra dell’Enza deride i cugini tristi facendosi ancora una volta beffa del crudele destino che la sorte gli ha riservato: inquilini di uno stadio che non gli appartiene più, zittiti dagli ospiti indesiderati arrivati apposta dalla petit París per rovinargli la festa.

Si va al riposo sul due a zero, al rientro in campo la Reggiana si fionda in avanti con orgoglio, prova a riaprire una partita oramai persa e persa pure male tuttavia nemmeno l’uscita dal campo di capitan Lucarelli, gli acciacchi di Benassi e l’ossigeno che alla fine viene un po’ a mancare consentono ai granata di rimontare anzi, a parte una parata di Zommers è Corapi a sfiorare la terza rete colpendo un legno su punizione. Finisce così 0-2 con i cuginetti che abbandonano mestamente ed anzitempo lo stadio e con i tremila Bagoloni che cantano, ballano ed incitano a mille la squadra festante ed in delirio sotto la curva.

Il Parma di oggi è stato una squadra operaia, talmente operaia che per un attimo ho immaginato Landini e Camusso a dirigere Lucarelli e soci verso la vittoria, la vittoria di oggi è la vittoria di chi ha sudato la maglia in serie D, è la vittoria dei sei under in campo alla fine, è la vittoria della voglia che vedi negli occhi di Pasquale “Scugnizzo” Mazzocchi di spaccare il mondo o di un Saporetti che oggi non ha fatto passare nulla, è la gioia di Messina, Ricci e Simonetti bravi a farsi trovare pronti ma è anche un po’ la prima vera vittoria marchiata D’Aversa, tecnico coraggioso che ha avuto il carattere di fidarsi della vecchia guardia e di rischiare qualche giovane in più. 
Oggi ho vissuto il mio primo derby eppure non riesco a descrivere con parole di senso compiuto cosa significhi vincere contro la Regia.
“Il Pavma? Diobón che squadrón”.
 

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