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VISTA DALLA CURVA | Il terrore della vittoria

Il commento amaro del super tifoso

Alcuni anni fa, quando sulla panchina crociata sedevano mister di spessore come Mimmo Di Carlo, Pasquale Marino o Gigi Cagni la Nord era solita salutare i nefasti risultati che arrivavano sul campo con un coretto semplice semplice: “ Dovevamo vincere ma l'abbiamo presa nel c… non facciamo due passaggi, tiri in porta son miraggi…” Ecco questo coro, brutto, stonato e maleducato è la sintesi perfetta della partita di ieri.

I presupposti per una bella serata di calcio c'erano tutti: serata primaverile, avversario abbordabile e grinta da venerdì sera tipica di noi tifosi che aspettiamo con tanta ansia il fine settimana. I presupposti sono rimasti sulla carta, la realtà ha detto altro.

“Noi con la voce voi con il cuore” Recitava lo striscione esposto in curva ad inizio partita, grandissima bugia perché noi la voce l'abbiamo ancora una volta lasciata a casa, subissati fino al nostro doppio vantaggio dai cori ospiti. Una curva che non canta sicuramente non fa il bene di una squadra paurosa e senza personalità, capace di buttarsi via in quarantacinque minuti di terrore da vittoria.

Venendo alla partita. Ai nostri basta un tempo col motore al minimo per trovare il doppio vantaggio: Di Cesare e Lucarelli, sempre da calcio piazzato, sempre in mischia trovano la via del gol scatenando il freddo entusiasmo della Nord e sollevando qualche dubbio: Ma segnano solo i difensori?

Il secondo tempo è un incubo: Sprocati la riapre subito. Rodriguez, giocatore modesto che quando vede il Parma  si scatena, causa due espulsioni in dieci minuti e si procura il rigore che Vitale trasforma in un meritato pareggio. Finisce due a due, tutti bocciati a partire da Mister D'Aversa colpevole a mio avviso di aver letto male la partita e di non aver mai valutato la possibilità che con questo schema non si è mai pericolosi. Bocciati anche noi tifosi sempre più simili alle “cariatidi” che affollano una prima qualsiasi del Regio: brutti e silenziosi per tutto il match.

Di Luca Cavallina 

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