I cittadini del Pablo: "Ma quali baby gang, qui mancano i servizi per le famiglie in difficoltà"

Dopo il caso mediatico delle 'bande giovanili' in piazzale Pablo siamo andati sul posto per verificare la situazione. Parlano i cittadini: "Sono bambini e preadolescenti, non hanno un campo da calcio dove giocare, vanno aiutati e tutelati"

La chiesa in piazzale Pablo a Parma

A qualche mese di distanza da alcuni interventi nel quartiere Pablo, incentrati sul fenomeno della violenza giovanile e delle baby gang abbiamo deciso di andare sul posto per parlare con alcuni cittadini che abitano in quartiere e che vivono la realtà della chiesa e del piazzale. Recentemente si è tornati a parlare del Pablo per l'episodio che ha coinvolto alcuni ragazzini, che sarebbero entrati all'interno della chiesa, interrompendo la funzione. Il problema che i cittadini rilevano è più che altro quello della mancanza dei servizi, a sostegno di alcune famiglie in difficoltà economica. 

"Il rapporto con la chiesa è molto altanelante - ci racconta il primo cittadino che incontriamo- anche perchè rimane chiusa per molte ore durante la giornata e apre solo verso sera, per la messa delle 18. Probabilmente i fatti sono successi perchè non c'è un controllo reale di ciò che accade intorno alla chiesa. Secondo noi ci sono tanti ragazzi che giocano: in mezzo ci sarà anche qualche testa calda ma tutto questo non giustifica quello che è successo".

E' vero che le baby gang hanno preso d'assalto la chiesa? "Non lo posso dire perchè non l'ho visto con i miei occhi - ci racconta una donna che vive a pochi passi da piazzale Pablo. Quello che posso dire è che ci sono alcune criticità sociali e culturali di famiglie che dovrebbero essere aiutate dai servizi sociali. Ci sono alcuni ragazzi che sono soli durante la giornata e fanno anche cose da incoscenti ma sostanzialmente il problema è che mancano i servizi del Comune che tutelino le famiglie con disagi economici. Certi ragazzi potrebbero essere inseriti all'interno di qualche struttura dove li aiutino a fare i compiti. Una volta c'era l'oratorio, oggi invece non c'è più e questi ragazzi non hanno un campo da calcio dove giocare. Magari lo fanno dove non dovrebbero ma non è propriamente colpa loro, i ragazzi vanno guidati e tutelati. Non c'entra essere italiani o stranieri: vale per tutti!"

"Dal mio punto di vista servono delle figure di riferimento, - ci racconta un'altra donna che vive in zona- degli adulti che facciano da tramite tra il mondo della parrocchia e questi ragazzi, serve un percorso educativo che per adesso non è ancora stato iniziato e tantomeno portato avanti. Questo allarmismo è ingiustificato: noi viviamo il piazzale e sappiamo che si tratta di bambini della scuola dell'infanzia e preadolescenti. E' vero che sono lasciati a loro stessi ma noi le baby gang non le abbiamo mai viste"

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