rotate-mobile
Lunedì, 24 Gennaio 2022
Attualità

Boom di parti alla Maternità dell’Ospedale Maggiore.

Dati in controtendenza a livello regionale, per la nascita del proprio figlio sempre più donne hanno scelto la struttura parmigiana che offre il supporto di neonatologia e partoanalgesia

Dati in controtendenza a livello regionale, per la nascita del proprio figlio sempre più donne hanno scelto la struttura parmigiana che offre il supporto di neonatologia e partoanalgesia

Nonostante il generale calo delle nascite (solo a livello regionale nell’ultimo decennio i parti sono diminuiti del 27%), Parma ha fatto registrare un record di donne che hanno deciso di partorire nel reparto Maternità dell’Ospedale Maggiore: 2647 i parti registrati al 29 dicembre con diversi parti plurimi che hanno portato a 2691 i bambini nati.

Il 2021 è infatti stato l’anno boom nell’ultimo decennio per la struttura di Ostetricia e Ginecologia diretta dal professore Tullio Ghi e, in particolare, per il Percorso nascita di cui è responsabile la dottoressa Stefania Fieni e questo nonostante il numero medio di figli per donna continui a scendere (in Emilia Romagna 1,27 contro 1,54 di dieci anni fa).

“Ad eccezione dello scorso anno in cui, a causa della pandemia, i punti nascita limitrofi sono stati chiusi – spiega Stefania Fieni – quest’anno è stata una sorpresa anche per noi. A fronte di un generale calo delle nascite, nel 2021 oltre 2600 donne hanno scelto la maternità di Parma per partorire. Lo consideriamo un riconoscimento a tutti gli operatori che lavorano nel percorso nascita che parte dai consultori e coinvolge diverse strutture aziendali che seguono la donna e il neonato in tutte le fasi della gravidanza, dal concepimento fino al post parto”.

Ma non è l’unica buona notizia per la Maternità di Parma che, inoltre, è stata hub di area vasta per la presa in carico di partorienti positive al Coronavirus in un percorso che ha coinvolto anche il Covid hospital del Barbieri di cui è responsabile Tiziana Meschi. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) considera soglia ottimale di parti cesarei una percentuale che si avvicini al 19%. E quest’anno l’Ostetricia e Ginecologia del Maggiore ha raggiunto, dopo il risultato già lusinghiero al 20% dello scorso anno, il 19%, un dato considerato virtuoso soprattutto in un centro di riferimento per le gravidanze ad alte rischio come quello di Parma.

“Rileviamo con grande soddisfazione il fatto che nel 2021, presso la nostra Maternità, si sia registrato un incremento del numero dei parti - continua il direttore di Ostetricia e Ginecologia Tullio Ghi -. In un momento storico difficile come quello attuale, ci piace pensare che questo dato rifletta la fiducia sempre maggiore che le donne ripongono nei confronti della nostra struttura e la consapevolezza crescente delle donne di Parma e delle province limitrofe della grande attenzione alla cura della mamma e del neonato in un momento straordinario come quello del parto”.

“Questi risultati – continua il professor Ghi - sono il frutto di un percorso virtuoso che è in atto da anni e che ci ha portato pur essendo un centro di riferimento per le gravidanze difficili e complicate a ridurre il numero dei tagli cesarei entro i valori raccomandati dall’OMS, a minimizzare gli esiti neonatali avversi, a investire nella prevenzione dei disturbi del perineo, a ricercare ed ottenere la piena soddisfazione psicologica oltre che clinica delle coppie che scelgono di partorire a Parma”.

Il Percorso nascita dell’Ospedale Maggiore oltre al personale dell’Ostetricia e ginecologia si avvale del prezioso lavoro delle strutture di Neonatologia diretta dalla prof.ssa Serafina Perrone, 2° Anestesia e rianimazione diretta dalla prof.ssa Elena Bignami e della struttura semplice dipartimentale di Terapia intensiva neonatale (responsabile dottor Enzo Romanini).

“I buoni risultati - dichiara la prof.ssa Serafina Perrone - si confermano anche per l’assistenza neonatale, in un percorso continuo e coerente del bambino e della sua famiglia: dalla nascita alla dimissione di tutti i neonati e al follow-up dei neonati prematuri e fragili. Sin dalla nascita, la pratica contatto “pelle a pelle”, del Rooming-in e l’accompagnamento assiduo per un allattamento al seno esclusivo, come indicato dall’OMS, favoriscono il legame fra madre e neonato e sostengono anche la genitorialità del neo papà. L’assistenza neonatale in Maternità è dotata di apparecchiature e modalità di assistenza infermieristica tali da evitare, nei casi di patologia minore, l’allontanamento del neonato dalla mamma, garantendo comunque sicurezza e trattamento”.

Un elemento interessante per le donne che devono partorire lo aggiunge la prof.ssa Elena Bignami: “La  2° Anestesia e rianimazione assicura alle partorienti la partoanalgesia sette giorni su sette e 24 ore su 24 e siamo quasi al 40% di assistenza anestesiologia al parto soprattutto per il trattamento del dolore”.


“Questi risultati sono frutto di un sistema coeso e integrato – ha dichiarato il direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma Ettore Brianti – che coinvolge i professionisti dei consultori dell’Azienda Usl e delle strutture del Maggiore che garantiscono cura e assistenza alle donne in un momento delicato della loro vita e per la vita che portano in grembo. Un ringraziamento ai professionisti che hanno saputo guadagnarsi questa fiducia anche in un periodo così difficile come quello che stiamo vivendo dove la maternità di Parma è stata inoltre hub provinciale per la presa in carico di partorienti positive al Covid”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Boom di parti alla Maternità dell’Ospedale Maggiore.

ParmaToday è in caricamento