"Vivo a 7 chilometri dalla mia compagna ma dopo 2 mesi e mezzo non posso ancora vederla"

Le testimonianze dei congiunti fuori Regione: "Potrei fare 200 chilometri per andare al mare, ma non vedere il mio compagno perché divisi da un confine"

Nelle scorse settimane è stato creato un gruppo Facebook che raccoglie le proteste dei fidanzati e dei congiunti fuori regione. Quelle persone che magari vivono in uno dei comuni del parmense al confine con un'altra regione e che, durante i due mesi di lockdown ed anche in questi giorni, non hanno potuto far visita ai propri congiunti, parenti o fidanzati. Gli appartenenti al gruppo, che conta ormai 2 mila partecipanti, hanno lanciato una petizione, che ha già raggiunto la quota di 10 mila firme, rivolta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro Boccia. 

"Siamo genitori, figli, compagni, fidanzati, mariti e mogli. Dal 4 maggio a tutti è stata data la possibilità di vedere i propri cari, libertà che a noi è stata negata e ci sentiamo trattati come turisti nel momento in cui ci viene detto che sarà possibile varcare i confini regionali nello stesso momento in cui apriranno le regioni per far ripartire il turismo.  Quello che chiediamo noi non è un “libera tutti” anticipato, ma solo l’aggiunta della voce “congiunti” sull’autocertificazione per ritrovare gli affetti che ci sono stati tolti in questi mesi".

Ecco le testimonianze dirette di persone residenti nel parmense o in Regioni limitrofe che non possono fare visita ai propri congiunti nellla nostra provincia. 

Eleonora: "Sono Eleonora, ho 23 anni e sto con Edoardo da più di due anni. Non ci vediamo ormai dall’8 marzo. Io abito a Colorno, a pochissimi km dal “confine” con la Lombardia, mentre lui a Cremona. Ci separano solo 35 km. Ormai è diventata un’agonia non avere una data certa per rivedere i nostri cari e il sistema psicologico comincia a risentirne. Diventa difficile, soprattutto, pensare di poter vedere chiunque dalla prossima settimana. Paradossalmente potrei fare 200 km per andare al mare, ma non vedere il mio compagno perché divisi da un confine puramente immaginario".

Giorgia: "Io abito a Gussola (Cr), tutti i mie parenti (genitori, fratello, zii e cugini) in provincia di Parma.. a Coltaro di Sissa esattamente! a 20 km da me! Ci divide un ponte (che ci ha già cambiato le vite 2 anni fa)! Le mie figlie sono quelle che soffrono di più la mancanza dei nonni.. ogni giorno scappa una lacrima perché "voglio andare dai nonni"! 

Stefano: "Sono di Torrile, ho 57 anni, e dal 2013 ho una relazione stabile con la mia compagna che risiede a Brescia. Volevo testimoniare anch’io la situazione di disagio che stiamo vivendo perché anche noi non ci vediamo dal primo marzo e vorremmo ci fosse data la possibilità di incontrarci".

Serena: "Io e il mio ragazzo ci siamo conosciuti nell’estate del 2018 in vacanza a Malta e dopo due mesi ci siamo fidanzati. Da allora passiamo insieme tutti i weekend, vacanze e festività. Io sono vicino Como e lui vicino Parma (150 km di distanza). È dall’8 marzo che non ci vediamo, da quel weekend “folle” in cui io mi trovavo da lui e sono stata costretta a “scappare” per tornare a casa mia senza sapere chissà quando ci saremmo rivisti. Ogni giorno controllo mille volte i contagi sperando che decrescano in modo consistente per poterci finalmente rivedere. La mia cronologia di internet è sempre la stessa: “fidanzati/congiunti fuori regione” oppure “apertura regioni”.Mi sento stupida, ma so che voi potete sicuramente capire quanto sia dannoso per la nostra salute mentale sopportare tutto questo!

"La mia storia è semplice: sto insieme ad una ragazza da molto tempo (contando anche il periodo di frequentazione). Lei abita a Sabbioneta e io a Felino, ma riuscivamo a vederci senza problemi. Ora per 7km dal confine non posso ancora vederla.. è veramente assurdo che dopo 2 mesi e mezzo di lockdown non possiamo ancora vederci.. Veramente triste pensare di poter ritornare come prima, ma senza la propria ragazza". 

Arianna: "Buongiorno, mi chiamo Arianna e vivo in provincia di Alessandria, al confine con la Lombardia. Qui abbiamo passato brutti momenti, non lo nego, ho avuto paura; l'unico che è sempre riuscito a tranquillizzarmi, a farmi stare meglio e che è rimaso sempre ottimista e speranzoso è stato il mio fidanzato, Andre, che vive in provincia di Parma. Non ci vediamo dalla sera del 7 marzo quando è partito da casa mia in fretta e furia a causa della diffusione della bozza del primo DPCM. È stato un momento molto doloroso, soprattutto perché non sapevo quando l'avrei rivisto ma non avremmo mai immaginato che sarebbe potuto passare così tanto tempo, più di due mesi! Mi manca lui, mi manca la sua famiglia, mi mancano i suoi nonni, i nonni che non ho mai avuto e che mi hanno quasi "adottato". Infine mi manca Parma, in quasi 3 anni di relazione non mi è mai sembrata così lontana, spero di poterci tornare al più presto"

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