Coronavirus. Lega: "Riconoscere certificato di malattia a chi risulta positivo al test sierologico"

A oggi viene riconosciuto solo a chi risulta positivo al tampone. Lega: "Inammissibile che nel periodo che intercorre tra i due test i lavoratori in isolamento non vengano retribuiti"

A oggi la condizione di positività sierologica al Covid-19 non certifica lo stato di malattia conclamata e questo impedisce di fornire alla persona un certificato di malattia, finché non risulterà positiva al tampone. A denunciare la situazione è un'interrogazione della Lega in Regione (prima firma Simone Pelloni), che chiede alla Giunta di identificare come "malati" gli individui positivi già dalla data del test sierologico, evitando così che i giorni che intercorrono tra test e tampone non vengano riconosciuti come giorni di malattia da parte dell'Inps e che quindi non vengano retribuiti. "Nella grave situazione economica e sociale, oltre che sanitaria, in cui si trova il nostro paese - scrivono i consiglieri della Lega - non è ammissibile che lavoratori costretti all'isolamento domiciliare, impossibilitati all'attività lavorativa, si trovino non riconosciuto il loro stato di malattia e che, al contempo, i medici di base non abbiano le indicazioni per svolgere al meglio il loro ruolo di primaria importanza in questa lotta". Per i consiglieri del Carroccio infatti i medici di famiglia non avrebbero ancora ricevuto indicazioni su quali soggetti o fasce di popolazione indirizzare all'esecuzione del test sierologico. E concludono: "La Regione deve sanare al più presto queste problematicità."

L'interrogazione è stata presentata da: Simone Pelloni, Valentina Stragliati, Daniele Marchetti, Emiliano Occhi, Fabio Bergamini, Stefano Bargi, Massimiliano Pompignoli, Matteo Rancan, Michele Facci, Fabio Rainieri, Maura Catellani, Gabriele Delmonte, Andrea Liverani e Matteo Montevecchi.

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