Dalle comunità straniere di Parma fiori per il personale e tante donazioni per il Maggiore

Abitiamo tutti la stessa città e vogliamo dare il nostro contributo”, dal gesto di tre bambine partite raccolte fondi per l’Ospedale di Parma

Si sono presentate con un mazzo di fiori per il personale consegnato nelle mani del commissario Massimo Fabi con questo biglietto “Per gli angeli dell’Ospedale Maggiore. Grazie di cuore! Amatullah e Roukaia”. Amatullah e Roukaia sono due bellissime sorelle che hanno voluto festeggiare il loro compleanno - 11 e 8 anni lo stesso giorno – con un ringraziamento a tutto il personale del Maggiore perché loro sono nate nel reparto Maternità che si affaccia su via Gramsci e si sentono ragazze parmigiane con origini tunisine. Sempre loro, infatti, in piena emergenza Covid, avevano rotto il loro salvadanaio lanciando tra la comunità tunisina di Parma una raccolta fondi a cui hanno risposto in tanti attraverso l’associazione Voce Nuova Tunisia, e li vogliono ricordare tutti: Sonia, Leylab, Chaima, Fatima, Abderrahmane, Arbia, Sara, Fethi, Israa, Neila, Amor, Hatem, Ridha, Chokri, Samia, Mohamed, Sami, Hichem, Foued, Habib, Jalloul, Yassine, Salma, Souad, Lotfi, Abdessattar, Laylam, Sihem, Fadhila, Lamis, Aida e Samira.

Sempre una giovane ragazza, Ermione, è stata la promotrice della donazione da parte della comunità albanese a Parma e in particolare di due gruppi attivi in città Forum donne indipendenti e il Corso di lingua e cultura albanesi. “Abbiamo voluto fare questa donazione – spiega Elvira in qualità di portavoce – perché tante di noi lavorano in ospedale e possono vedere ogni giorno quanta professionalità e quanta umanità c’è nel personale dei nostri reparti, verso ogni paziente. Inoltre lo facciamo per insegnare ai nostri figli il rispetto dell’altro. Per essere accolti bisogna dare e conoscere le persone e i luoghi. E quando conosci, rispetti la comunità in cui vivi”.

Tante le donazioni arrivate all’Azienda ospedaliera-universitaria di Parma da ogni parte del mondo, riunite sotto gli stessi colori gialloblu. I primi ad offrire il loro sostegno sono stati numerosi cinesi di Parma che hanno avviato un’efficace raccolta fondi in pieno lookdown. Come loro si è attivata fin da subito per sostenere i reparti Covid la comunità marocchina. Generoso anche lo slancio della comunità ellenica di Parma come dell’associazione dei ghanesi, della comunità senegalese e dell’associazione dei cittadini Burkinabé di Parma.

Se queste associazioni o comunità hanno deciso di destinare direttamente le risorse raccolte tra amici e parenti all’Ospedale di Parma altre, altrettanto generose, hanno scelto di sostenere gli ospedali del territorio attraverso la campagna #aiutiAMOparma che fa riferimento alla Fondazione Munus. Stiamo parlando della comunità islamica, di quella bengalese, del volontariato etiope, della comunità indiana hinduismo, della comunità filippina, dell’associazione sudanese, dell’associazione nigeriana Ohanese Ndi-Igbo fino ad arrivare ai 300 euro raccolti e donati dall’ associazione Guineani profughi di Parma. Queste quelle che hanno lasciato traccia, ma tanti sono stati i cittadini di Parma, italiani o stranieri, che hanno sostenuto l’Ospedale. A loro, un grazie riconoscente da parte dell’Azienda ospedaliero universitaria.

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