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Mercoledì, 29 Novembre 2023
IL REPORTAGE / San Leonardo / Via Trento

Ecco come il distributore automatico di via Trento è diventato una sala per consumatori di crack, aperta 24 ore su 24

Una mattina tra la stazione ferroviaria, il sottopassaggio e l'inizio di via Trento: ragazzi fumano crack anche seduti a terra tra le auto del parcheggio di via Palermo. I pusher e le sentinelle sono a pochi passi. Qui l'economia non è più quella dei negozi, alcuni dei quali sfitti, ma una sistema che fa soldi a palate ogni giorno e crea 'zombie' che già alle 11 di mattina barcollano

Sono sei ragazzi e ragazze, parlano tra loro in italiano. Sono seduti a terra all'interno del distributore automatico Free shop automatic di via Trento a Parma. Hanno pipe artigianali e stanno fumando una sostanza che, con tutta probabilità, è crack. Sono le 11 di mattina. Di fianco al distributore le poche persone che passano lungo via Trento non sembrano nemmeno notarli. Qualcuno accelera il passo e supera la zona compresa tra il sottopassaggio, l'intersezione con via Palermo e i primi negozi, molti con le serrande abbassate. I ragazzi hanno visi scavati a alcuni di loro barcollano e si muovono faticosamente. 

Una sala per il consumo di crack aperta 24 ore su 24 

Alcuni esercizi commerciali sono sfitti e definitivamente chiusi: un market etnico, un centro per le chiamate internazionali e un money transfer. Di fianco il distributore automatico: le macchinette sono fuori uso, come testimoniato dai cartelli posizionati su entrambi i lati. Ma la piccola area interna è aperta. E' qui che si ritrovano molti consumatori di crack: arrivano a piedi dalla zona della stazione ferroviaria (a pochi metri) o dal parcheggio di via Palermo. Anche qui, tra le auto in sosta, una ragazza di origine asiatica, è seduta su un cartone e sta fumando.

Il free shop di via Trento

Comprare crack è facilissimo: non devi nemmeno chiederla ma è il pusher a venire da te  

Ai lati della stazione ferroviaria l'economia non è più rappresentata dai negozi, tra cui molti chiusi, ma ce n'è una alternativa che riempie le tasche di chi gestisce gli affari illeciti in quartiere. E' difficile calcolare il guadagno giornaliero degli spacciatori ma fanno soldi a palate, considerando che la domanda di droga di chi vive a Parma, come emerso da numerose inchieste investigative, è sempre in aumento. Così il distributore automatico, ormai abbandonato, diventa un piccolo rifugio. Un posto dove sedersi che non sia direttamente la strada. Altri due ragazzi arrivano dal parcheggio di via Palermo verso mezzogiorno: si siedono con altri consumatori. Parlano di cosa hanno fumato e di come si sentono in quel momento. E' quasi mezzogiorno e alcuni di loro sono fuori casa dalla serata precedente. 

Tra le sentinelle dei pusher e i 'controllori' del quartiere 

All'angolo un ragazzo africano, che rimane fermo nello stesso punto per tutta la mattinata, si guarda intorno. Probabilmente è una sentinella dei pusher che deve avvisare i 'colleghi' in caso di passaggio di polizia o carabinieri. In un primo momento si insospettisce del nostro passaggio, poi invece fischia per attirare la nostra attenzione. Il codice è sempre lo stesso: basta fare un cenno con il volto. Il ragazzo si muove, prende via Tonale e ci dice di aspettare. Noi dopo qualche istante ci spostiamo e ce ne andiamo. Per comprare droga qui non bisogna nemmeno chiedere. Alle 11 di mattina di un giorno come tanti. Alla fine di via Trento c'è una seconda sentinella: se vede qualcuno di 'sospetto' si sposta in bicicletta o in monopattino per avvertire gli altri. Chi gestisce il traffico di stupefacenti deve avere tutto sotto controllo. Dopo tre passaggi in auto nello stesso punto le vedette si allarmano: prendono il telefono probabilmente per avvertire i complici. Noi ci allontaniamo. Sono le ore 13. Ecco cosa avviene in pieno giorno a due passi dalla stazione ferroviaria. 

La protesta di una lettrice: "Passo in via Trento a piedi con mia figlia: cerco di distrarla ma ha gli occhi impauriti" 

"Presso il "Free Shop Automatic" di Via Trento - scrive una lettrice che passa sempre in zona per accompagnare la figlia a danza - oramai, la normalità è trovare accasciate a terra persone, di varia estrazione ed età, a fumare crack, con pipe in bella vista ed in evidente stato di alterazione. Premetto che le scene più pietose le si vedono in pieno giorno, alla luce del sole. Accompagno a piedi, da Viale Fratti, mia figlia al CID - Accademia Danza che è a poca distanza da lì. Vedo i suoi occhi impauriti e con fatica provo a distrarla: prima dobbiamo passare, sempre su Via Trento, sotto il cavalcavia della stazione dove i signori dello spaccio stazionano, occupano il marciapiede, a volte discutono animatamente tra loro, incuranti dei passanti. Da qualche mese dobbiamo superare anche il Free Shop Automatic, da cui escono persone che barcollano e dove se ne trovano altre letteralmente buttate a terra, intente a farsi crack o drogarsi. Aggiungo come ultima chicca che da agosto, sul tratto di Viale Fratti che è in prossimità dell'incrocio con Via Trento c'è una giovane donna che si prostituisce (ferma le auto che sostano al semaforo) e poi va a drogarsi presso il parcheggio del DUC. Per ovvie ragioni di sicurezza personale non ho scattato foto o girato video ma puntualmente ho fatto segnalazioni telefoniche anche in ore notturne. Oggi pomeriggio alle ore 15:06 ho prima allertato la polizia municipale, che ha un presidio in zona, sulla presenza di ben sette persone presso il Free Shop Automatic e mi è stato risposto che, premesso che non è di loro competenza, a quell'ora hanno come priorità l'uscita dalle scuole" 

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