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Green pass obbligatorio tra meno di 24 ore: ecco cosa rischia chi non ce l'ha

Il lavoratore è considerato assente ingiustificato, senza diritto allo stipendio: sanzioni fino a 1.500 euro

A partire da domani, venerdì 15 ottobre, il Green pass sarà obbligatorio per lavorare, sia per il settore pubblico che per quello privato. Cosa succederà a chi non ce l'ha? Il lavoratore è considerato assente ingiustificato, senza diritto allo stipendio, fino alla presentazione del green pass: nel caso di aziende con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta.

Il datore di lavoro deve poi effettuare una segnalazione alla Prefettura ai fini dell'applicazione della sanzione amministrativa. Infatti il lavoratore che accede al luogo di lavoro senza green pass è soggetto, con provvedimento del Prefetto, a una sanzione amministrativa che va da 600 a 1.500 euro. Vengono poi applicate anche le sanzioni disciplinari dei contratti collettivi di settore.

Il Dpcm del 12 ottobre prevede l’ipotesi che, pur in presenza dei presupposti di legge, il green pass non sia stato ancora rilasciato o aggiornato. In quei casi il lavoratore potrà accedere esibendo i documenti cartacei o digitali che attestano una delle condizioni di rilascio del green pass (vaccinazione, test o guarigione). Dopo la prima dose si genera il green pass quando sono passati 15 giorni. L'eventuale certificato che attesti l’effettuazione della prima dose non darà diritto a entrare al lavoro prima dei 15 giorni. Nessun obbligo di Green Pass a chi è esentato dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con una circolare del ministero della Salute. 

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