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Intitolazione Largo Paolo Zuccoli

Intitolata al medico, anestesista rianimatore, già primario della I Unità Operativa Complessa Anestesia e Rianimazione del Maggiore, l’area di circolazione attigua alla Casa della Comunità Lubiana-San Lazzaro di via XXIV Maggio

Si è svolta questa mattina la cerimonia di intitolazione dell’area di circolazione, attigua alla Casa della Comunità Lubiana - San Lazzaro di via XXIV Maggio, al medico anestesista rianimatore, già primario della I Unità Operativa Complessa Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Maggiore, dottor Paolo Zuccoli, deceduto il 28 marzo del 2007.  

Alla cerimonia hanno partecipato il Sindaco, Michele Guerra, gli Assessori Daria Jacopozzi ed Ettore Brianti; il Direttore dell’Azienda Ospedaliero Universitaria, Massimo Fabi, la figlia del dottor Zuccoli, Anna Zuccoli, ed i famigliari. Toccanti le testimonianze della dottoressa Antonella Vezzani ex collega del dottor Zuccoli e di Luigi Iannaccone, Presidente Seirs Croce Gialla Parma ed ex caposala della Rianimazione. La benedizione è stata impartita da don Enrico Brizzi.  

Il Sindaco, Michele Guerra, ha ricordato la figura del dottor Zuccoli rimarcandone le doti professionali, l’impegno per la cura e la dedizione al prossimo, sempre unite alla vicinanza alle persone.  

La figlia, Anna Zuccoli, ha parlato del padre come medico e come persona: “ho percepito fin da bambina, attraverso il suo agire quotidiano, il senso della cura per le persone e per le cose”.  

L’intitolazione dello spazio pubblico segue la proposta della Commissione Toponomastica del Comune, avallata con delibera della Giunta Comunale.  

Nato a Reggio Emilia nel 1940, dopo la laurea in medicina e chirurgia, è entrato all’Ospedale Maggiore, a metà degli anni Sessanta, dove ha operato per oltre 36 anni ricoprendo il ruolo di primario della I Unità Operativa Complessa Anestesia e Rianimazione dal 1982 fino al 2003, unitamente alla direzione del Dipartimento Emergenza – Urgenza. Medico capace, intuitivo, disponibile, segnato da un profonda umanità, è stato un punto di riferimento per i pazienti ed un maestro per le future generazioni di medici.  

Oltre alla professione medica si è distinto per le attività di volontariato che ha portato avanti nel corso della sua esistenza. E’ stato anima dell’Assistenza Pubblica Parma: fu lui a istituire, primo esempio in Italia, l’automedica con a bordo un’equipe di animatori, consapevole della loro importanza per un soccorso rapido, efficace e organizzato.  

Fu tra i fondatori dell’Associazione “Amici di Padre Lino” a cui diede un importante contributo quando il sodalizio decise di sostenere i progetti rivolti alla sanità ed al sociale.  

Nel corso della sua attività medico ospedaliera ha unito all’alta professionalità la grande umanità fornendo sostegno ai tanti pazienti e famigliari che si sono avvalsi delle sue cure in un contesto particolarmente delicato. La speranza, l’ottimismo, la capacità di guardare al futuro con serenità ma anche con determinazione ne hanno fatto un esempio per l’intera comunità.

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