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La diga di Vetto ha tenuto banco in Consiglio provinciale

Nella seduta di stamattina, a partire da una mozione del gruppo Provincia Nuova. Grande attenzione per la situazione dell’intero fiume Enza, oggetto di un Tavolo tecnico e di uno studio approfondito finanziato dalla Regione. Numerose le proposte dalla Provincia di Parma

La situazione del fiume Enza ha impegnato stamattina la discussione in Consiglio Provinciale, a partire da una mozione presentata dal gruppo Provincia Nuova dal titolo “Riconoscimento priorità di riavvio progetto regionale per la costruzione della diga di Vetto sul torrente Enza", illustrata da Benecchi.

La mozione è risultata superata nei fatti perché la Regione ha già istituito un Tavolo tecnico nell’ottobre 2017 per affrontare la crisi idrica del bacino dell’Enza, dalle sorgenti alla foce, procedendo all’analisi del fabbisogno idrico dei territori limitrofi, dello stato attuale del fiume e delle possibili soluzioni ai problemi di carenza idrica che si sono manifestati negli anni, con ipotesi a breve, medio e lungo termine, tra cui la costruzione della diga di Vetto.
I lavori del Tavolo tecnico si sono conclusi nell’estate 2018, indicando una serie di possibili azioni, tra cui anche l’ipotesi di realizzazione di un invaso o di più invasi per l’immagazzinamento della risorsa idrica; tali soluzioni sono ora oggetto di uno studio approfondito al fine di verificarne la fattibilità e la sostenibilità.

Del Tavolo tecnico fanno parte le Province e le associazioni di categoria, l’Autorità distrettuale di Bacino del Fiume Po,  i Consorzi di Bonifica, amministratori locali e associazioni del territorio. Ne hanno dato conto il Delegato Delsante, che ha recentemente partecipato ad un incontro in merito proprio a Vetto, e il dott. Ruffini del Servizio provinciale Pianificazione, che del Tavolo fa parte in rappresentanza della Provincia.

Il 2017 era stato un anno di particolare siccità, che ha messo a dura prova l’economia locale, sia agricola che industriale. Nell’autunno la Regione ha accolto la richiesta delle Province di Parma e Reggio di sviluppare un percorso tecnico per definire status quo, risorse, richieste e misure da mettere in campo per fare fronte alla crisi idrica dell’Enza. 

La Regione ha quindi poi finanziato lo studio, in corso di realizzazione da parte dell’Autorità di Bacino, che valuta soluzioni di vario periodo, più e meno strutturali, con un’accurata  analisi della loro sostenibilità. Tra queste: il ripristino della rete di distribuzione della Bonifica, fino alla possibilità di realizzare uno o più invasi, per avere disponibilità di risorse in momenti di crisi di fabbisogno idrico.

Un invaso nella parte alta del bacino potrebbe avere anche una funzione importante per la riduzione del rischio idrogeologico. Dalla Provincia di Parma, in accordo col Consorzio di Bonifica Parmense, sono venute anche alcune altre proposte: l’idea di utilizzare le acque del previsto depuratore di Monticelli per l’alimentazione della rete per l’irrigazione, incentivare il ripristino delle cave lungo il corso d’acqua come bacini ad uso plurimo, il recupero dei bacini dell’Oasi Cronovilla per l’alimentazione della falda. Queste ipotesi condurrebbero a rivalorizzare la risorsa idrica ridando anche spazio al letto del fiume, creare una connessione con le falde sotterranee, salvaguardando il valore paesaggistico ed idraulico. 

“Dopo tanti anni che se ne parla, finalmente l’attenzione sulla diga di Vetto è tornata di attualità - ha affermato il Presidente Diego Rossi – Su questi temi la Provincia di Parma è sempre stata attiva, e continueremo ad esserlo, in particolare per quanto riguarda le nostre competenze e le nostre risorse di Pianificazione territoriale, con  l’obiettivo di tutelare e valorizzare la risorsa idrica, che purtroppo subisce le conseguenze del cambio climatico in corso. Il primo passo di conoscere per decidere è indispensabile e opportuno. Come Ente dobbiamo assumerci l’obiettivo di supportare e sollecitare gli enti che già stanno lavorando in questa direzione.” 

Dello stesso avviso il Vice Presidente Garbasi (Ipt), che ha sottolineato l’importanza del cambiamento di visione da parte della Regione: “dopo sette anni di incontri e progetti, oggi finalmente si sta muovendo qualcosa negli uffici giusti, vigileremo che questo percorso non si incagli, con la nostra presenza al tavolo.”

Trevisan (Pdr) ha annunciato che il prossimo 18 febbraio come Delegato provinciale all’Ambiente parteciperà ad un altro tavolo, istituito dalla Bonifica Parmense dietro iniziativa della Provincia, anch’esso partito nel 2017, in cui si studiano i problemi idrici dell’intero Parmense, anche a carattere sperimentale. Benecchi (Pn) ha preso atto con soddisfazione della volontà generale della Provincia di impegnarsi affinché  si arrivi a una soluzione del problema dell’Enza in tempi celeri e ha ritirato la mozione.

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