Liberazione, Pizzarotti cita Gramsci e attacca Salvini: "La nostra medaglia d'oro tornerà a splendere"

Il comizio del sindaco per il 25 aprile: "Ci sono Ministri che non partecipano, siamo davanti ad un freddo inverno"

Il corteo istituzionale per il 25 aprile è arrivato alle 11 in piazza Garibaldi, dopo aver percorso via d'Azeglio e via Mazzini. Le associazioni combattentistiche, i cittadini, i rappresentanti dell'Amministrazione comunale e delle altre Istituzioni, hanno partecipato alla manifestazione, che ha visto la presenza di migliaia di persone. In piazza ha preso parola il sindaco Federico Pizzarotti che ha citato alcuni episodi di attualità e ha parlato di "freddo inverno". Ha parlato dell'attacco al pane destinato ai Rom a Roma, dell'attacco nei suoi confronti da parte di Forza Nuova per la questione del riconoscimento dei figli delle coppie gay, ha citato il partigiano Annibale e Antonio Gramsci, suscitando gli applausi delle migliaia di persone presenti in piazza. Il primo cittadino ha attaccato direttamente che non ha partecipato alle celebrazioni del 25 aprile, a partire dal Ministro dell'Interno Matteo Salvini. 

La celebrazione del 74° anniversario della “Liberazione” ha costituito un momento di riflessione e di festa. Si commemora oggi il 25 Aprile, i valori di coloro che hanno combattuto per la libertà e la democrazia del nostro Paese, di chi ha creduto in un’Italia affrancata dal totalitarismo e per questo ha sacrificato la propria vita. La fine della guerra, l’avvio di una nuova stagione per l’Italia sono stati motivo di riflessione in una giornata che ha preso avvio con la celebrazione della Santa Messa nella chiesa di Santa Croce, per proseguire, poi, con il corteo che si è formato a barriera D’Azeglio con la partecipazione del Corpo Bandistico Giuseppe Verdi e gli interventi musicali degli allievi delle scuole della città con la deposizione delle corone al monumento al Partigiano ed al monumento ai Caduti.

In Piazza Garibaldi hanno portato il loro saluto il sindaco di Parma Federico Pizzarotti; Gianpaolo Cantoni in rappresentanza della Provincia di Parma;il presidente della Consulta studentesca Giulio Bricoli, Ben Aziza Fadhila, vice presidente della Consulta dei Popoli.L’orazione ufficiale è stata tenuta da Moni Ovadia, attore, regista e scrittore, da sempre voce protagonista del dibattito pubblico con particolare riferimento ai temi sociali e politici, su proposta delle Associazioni Partigiane che fanno parte del Comitato del 25 aprile, assieme a Comune e Provincia, e alla presenza delle autorità cittadine e dei rappresentanti della Giunta Comunale. Il momento è stato contraddistinto dall'esecuzione di alcuni brani musicali a cura di Coro Ars Canto Giuseppe Verdi, diretto dal maestro Eugenio Maria Degiacomi.

Essere capaci, nella quotidianità, di fare delle scelte coraggiose, così come i protagonisti della Liberazione fecero 74 anni fa, per dire no all'indifferenza e per impegnarsi, ognuno nel proprio quotidiano, a portare avanti i valori che animarono i protagonisti della Resistenza: è questo il messaggio trasversale lanciato dai relatori che si sono susseguiti sul palco delle autorità in piazza Garibaldi nel momento della celebrazione solenne dei 74 anni della fine della guerra, della Liberazione e della Resistenza.

Il sindaco Federico Pizzarotti ha citato Primo Levi e Antonio Gramsci. “Nel 74° anniversario della Liberazione – ha rimarcato il primo cittadino – è forte l'urgenza di celebrare l'Italia Partigiana e dare una risposta di piazza, forte e convinta, al grigiore dell'epoca attuale”. Ha fatto riferimento ai valori “in nome dei quali oggi siamo qui”, primo fra tutti quello dell'uguaglianza, oggi minacciata. Il suo è stato un appello contro l'indifferenza, quella stessa indifferenza che permise al fascismo di imporsi e crescere nel tempo. “L'indifferenza – ha sottolineato – è il vero male della nostra epoca”. Ed ha fatto alcuni riferimenti alla realtà contemporanea: “Assistiamo, senza reagire, a gesti di odio contro le minoranze etniche”. Per questo è, oggi fondamentale, rimettere al centro la dignità dell'uomo e la sua difesa, contro l'intolleranza, contro il “proliferare di sentimenti antidemocratici, contro la negazione dei diritti della cosiddetta “famiglia non tradizionale, che costituiscono un campanello d'allarme”. Solo con una reazione consapevole all'indifferenza è possibile contrastare tutto questo. Per essere all'altezza di questa sfida è necessario raccogliere “un'eredità pesante fatti di sacrifici, vita e battaglie”, quelle dei protagonisti della Resistenza. Nel salutare gli ultimi Partigiani presenti sul palco, ha ricordato il Partigiano Annibale. “Essere antifascisti – ha concluso il primo cittadino – vuol dire odiare l'indifferenza. Odiare l'indifferenza significa essere buoni cittadini”.

Gianpaolo Cantoni, in rappresentanza della Provincia di Parma, ha rimarcato il valori legati alla Resistenza ed il loro riverbero sulla “storia di ognuno di noi”. “Dalla Resistenza - ha fatto presente - è nato un Paese nuovo, grazie a chi ha sacrificato la propria vita per la nostra libertà”. I valori di libertà, democrazia e uguaglianza, ha sottolineato, “sono incarnati dalla nostra Costituzione”. Ed è proprio il testo costituzionale che “fa la differenza”. Cantoni ha citato una frase di Vittorio Foa indirizzata all'onorevole Pisanò: “Se avesse vinto lei io sarei ancora in prigione. Avendo vinto io, lei è senatore della Repubblica e parla qui con me".

Giulio Bricoli, presidente della Consulta Studentesca, ha ricordato il valore del 25 Aprile, “una Festa che è anche momento di profonda riflessione e ripresa dei valori che costituiscono un faro per le giovani generazioni, in nome di chi ha sacrificato la propria vita per la libertà ed un futuro migliore”. La Resistenza, quindi, come esempio da seguire da parte delle giovani generazioni “partecipando alla vita politica e democratica del Paese in nome di quegli ideali che hanno animato i Partigiani promuovendo ogni giorno libertà e partecipazione responsabile alla vita della propria comunità. Non deve mai venire meno – ha concluso - l'impegno per costruire un futuro migliore, per lottare contro l'indifferenza e la sfiducia, per continuare ad essere liberi”. Nel suo intervento, Bricoli, ha fatto anche riferimento a Giacomo Ulivi.

Ben Aziza Fadhila, vice presidente della Consulta dei Popoli, ha portato il saluto delle comunità straniere di Parma. “Ricordiamo la Resistenza - ha precisato – ed i suoi valori di libertà, uguaglianza in una realtà aperta, come Parma, nel rispetto reciproco di tutti”

Moni Ovadia, nell'orazione ufficiale, ha rimarcato la centralità della Costituzione quale punto fondante di una nazione, l'Italia, che nasce dalla Resistenza e dall'antifascismo. Nell'apertura del suo intervento si è detto onorato ed emozionato di essere a Parma, una città fiera delle proprie radici anti fasciste e democratiche. Ha citato la famosa frase “Balbo, hai passato l'Atlantico ma non la Parma”. “Rinasco ogni 25 Aprile – ha sottolineato Ovadia – perché se la Resistenza antifascista non avesse vinto in Italia ed in Europa anche io sarei passato per i camini dei lager”. “Noi siamo una magnifica comunità nazionale – ha ricordato – e quello che ci unisce non è la lingua, la cultura, la conoscenza, la bellezza: quello che ci unisce è la Costituzione con il suo straordinario valore non solo per l'Italia ma anche per il mondo, in quanto esempio di civiltà e di diritto per tutti”. La Costituzione, quindi, come guida, come testo fondato sulla dignità delle persone, contro le discriminazioni, per il lavoro e che riconosce il ruolo importante delle donne ed il loro contributo alla vita politica e democratica del Paese. “La Resistenza antifascista – ha sottolineato – è stata attuata da uomini e donne che sono esempi di abnegazione, di coraggio e di generosità; da giovani che hanno pagato con la vita donando il loro futuro a noi affinché, noi stessi avessimo un futuro”. “Con la Costituzione al nostro fianco – ha concluso – saremo sempre al sicuro, per questo non bisogna lasciarla corrompere da quattro furbastri. No, come recitava un motto della Guerra Civile Spagnola, “No Pasràn. Ora e sempre Resistenza”.

Alle 12 i rintocchi solenni della campana della torre civica sono risuonati in tutta la città.

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