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Mercoledì, 17 Aprile 2024
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Musei del Cibo, 2023 anno record: oltre 31 mila e 500 visitatori

È il ventesimo anno di fondazione quello dei record per i Musei del Cibo che, in termini di visitatori, proprio nel 2023, ha superato i livelli pre-covid.

31.587 è il numero di persone che hanno visitato gli otto Musei del circuito, (in ordine di fondazione Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Salame di Felino, Pomodoro, Vino, Pasta, Culatello e Fungo di Borgotaro). Erano stati 29.402 nel 2019, 5.359 nel 2020, 14.190 nel 2021 e 23.582 lo scorso anno. Sommando le attività fuori sede, svolte a Parma al Laboratorio Aperto, le persone coinvolte sono oltre 32.000.

“Un anno speciale, il 2023, durante il quale, abbiamo celebrato 20 anni di fondazione: era l’autunno del 2003, infatti, quando veniva inaugurato il Museo del Parmigiano Reggiano, il primo di otto Musei del Cibo della provincia di Parma collocati in tutto il territorio, dall’Appennino al Po. Siamo particolarmente orgogliosi del risultato ottenuto, dopo tanti anni di lavoro di tutto lo staff, dei gestori, degli amministratori. Questi sono numeri che ci fanno ben sperare per il futuro e che ci dicono che stiamo percorrendo la strada giusta – ha spiegato Mario Marini, presidente dei Musei. La crescita è anche fortemente incentivata dall’uso del digitale come strumento di collegamento fra turisti e strutture. L’e-commerce si afferma come strumento principale di prenotazione dei viaggi, infatti la nostra biglietteria elettronica è cresciuta del 200 per cento rispetto allo scorso anno. Questo non deve farci dimenticare, però, che senza un adeguato sostegno economico da parte di tutte le realtà del territorio i Musei del Cibo non saranno in grado di proseguire la loro straordinaria attività di promozione e valorizzazione del nostro patrimonio culturale alimentare”.

Sul gradino più alto del podio, in termini di visitatori, quest’anno c’è il Museo del Culatello con 7.160 presenze, seguito da quello del Parmigiano Reggiano (6.117) e dal Prosciutto di Parma (5581). I mesi che hanno fatto registrare più visitatori sono aprile (5.295), maggio (5.533) e ottobre (4.402), ma l’andamento dipende in buona parte dalla collocazione geografica dei Musei e dal prodotto celebrato.

“Siamo particolarmente contenti del fatto che, parlando della tipologia dei visitatori, poco meno di 5000, siano studenti di scuole di ogni ordine e grado – ha spiegato Roberta Mazzoni, Responsabile della Didattica dei Musei del Cibo. Ma in generale, l’attività educativa ha coinvolto quasi 7.000 persone. Coinvolgere bambini e ragazzi, far conoscere e comprendere cosa sta dietro ai prodotti che abitualmente trovano sulle loro tavole è fondamentale, perché è parte centrale della nostra cultura, non solo alimentare oltre che delle nostre tradizioni”. 

Numerose anche le donazioni di oggetti storici pervenuti nel corso dell’anno ai Musei: una collezione di 100 cavatappi figurati, la serie di tappatrici raccolte da Forte Rigoni e offerte al Museo dalla figlia Marzia, una cospicua raccolta di bottiglie antiche soffiate a mano, un raro e prezioso torchio orizzontale, solo per citare il Museo del Vino. Oggi il patrimonio conservato negli otto Musei del Cibo supera i 4.500 oggetti che spaziano dagli strumenti di lavorazione delle varie filiere, a macchinari storici, a raccolte di antiche stampe e che costituiscono un bene straordinario per la comunità locale.

Tante le attività svolte anche quest’anno; tra le principali c’è la progettazione dell’allestimento del Museo del Tartufo di Fragno, che sarà inaugurato il prossimo anno a Calestano, l’allestimento della nuova sede del Museo del Salame in centro a Felino, il percorso Lis (per persone sorde) al Museo del Salame che si aggiunge all’analogo percorso al Museo della Pasta. E poi ancora il percorso kids inaugurato al Museo del Parmigiano Reggiano e la Mostra sul Cavatappi, organizzata, in collaborazione con Fiere di Parma a Mercanteinfiera.

Nel 2023, inoltre, il celebre Autogiro d’Italia (per auto storiche) ha fatto tappa in 6 sedi dei Musei del Cibo ed è stata pubblicata il primo lavoro italiano dedicato alla storia dell’apriscatole, grazie allo studio della ricchissima collezione di 365 esemplari, giunta al Museo del pomodoro alcuni anni fa.

I Musei, dopo la pausa invernale, riapriranno il 1° marzo prossimo con le attività gratuite per bambini e ragazzi.

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