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Sabato, 21 Maggio 2022
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Nasce il 'Biodistretto di Parma': firmato il protocollo

Potranno aderire i comuni della provincia di Parma, le associazioni di categoria del settore agricolo, cooperativo, degli artigiani, della ristorazione, dell’industria, del turismo, del commercio e dei consumatori, nonché enti che si occupano di sviluppo territoriale, enti del Terzo Settore

E’ stato firmato dagli enti promotori il protocollo d’Intesa finalizzato all’attivazione del percorso per la realizzazione del “Biodistretto di Parma” tra Comune di Parma, Università degli Studi di Parma, Comune di Neviano degli Arduini, Polo Scolastico Agroindustriale Itis Galilei-Itas Bocchialini, Centro Agroalimentare e Logistica di Parma, Associazione di Promozione Sociale Parma Sostenibile e Distretto di Economia Solidale di Parma APS, i quali da molto tempo lavorano al progetto. Il percorso porterà alla creazione di un biodistretto finalizzato a promuovere prodotti e pratiche di sviluppo sostenibile in ambito agroalimentare nella provincia di Parma, basandosi sull’agricoltura biologica e sull’agroecologia, in linea con le strategie “Farm to Fork” e “Biodiversity 2030” dell’Unione Europea e con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Il delegato Consigliere Delegato per le Politiche Agricole del Comune di Parma Sebastiano Pizzigalli ha ringraziato tutti coloro che hanno lavorato alla creazione del Biodistretto: “E’ un progetto ambizioso con grandi potenzialità ed è stato possibile pensarlo e iniziare il cammino per realizzarlo solo grazie alle sinergie e al lavoro di rete che abbiamo creato”.

Il Sindaco Federico Pizzarotti ha sottolineato quando il Comune creda in questo progetto: “Abbiamo voluto fin da subito come istituzione un delegato che si occupasse delle Politiche Agricole e in questi anni l’attenzione data e il lavoro fatto ha portato alla messa a sistema di una rete di soggetti che daranno vita al biodistretto, un insieme di realtà che si adopereranno per uno sviluppo sostenibile dell’agroalimentare”.

Il protocollo d’intesa è aperto ad altri soggetti che faranno richiesta di adesione. In particolare potranno aderire i comuni della provincia di Parma, le associazioni di categoria del settore agricolo, cooperativo, degli artigiani, della ristorazione, dell’industria, del turismo, del commercio e dei consumatori, nonché enti che si occupano di sviluppo territoriale, enti del Terzo Settore, enti che si occupano di ricerca e/o sperimentazione nel settore agroalimentare, enti che si occupano di formazione nel settore agroalimentare, enti che si occupano di certificazione nel settore “biologico” , consorzi di tutela del settore agroalimentare. Già oggi quasi 40 soggetti hanno inviato la manifestazione d’interesse ad aderire al progetto.

Tra questi vi sono i Comuni di Roccabianca, Corniglio, Varano Melegari, Salsomaggiore Terme, Soragna, Borgo Val di Taro, Langhirano, Solignano, Busseto, Noceto, Sissa Trecasali, Colorno, Sala Baganza, per il settore agricolo Confagricoltura e CIA, per il settore cooperativo Confcooperative, Legacoop e Uplasec, per il settore degli artigiani Confartigianato e GIA, per il terzo settore MCL, per il settore della ricerca e sperimentazione la Fondazione Bizzozero e l’azienda Agraria Sperimentale Stuard, per gli enti che si occupano di formazione la Fondazione Tech&Food, l’istituto Magnaghi Solari, Dinamica, Cefal e Ifoa, per il settore della certificazione Qualitaly, per i consorzi di tutela il consorzio Vini dei Colli di Parma, per gli enti che si occupano di promozione del territorio Musei del Cibo, per gli enti che si occupano di forestazione vi è il consorzio KilometroVerdeParma, per gli ordini professionali il collegio dei Periti agrari e quello dei Geometri. Anche le Associazioni di Consumatori si uniscono Adiconsumo Cisl, Lega Consumatori, Cittadinanza Attiva. Presente anche Ugo Bertolotti in rappresentanza di Ascom.

Molti altri soggetti stanno facendo pervenire la propria volontà di aderire prossimamente. Sarà quindi avviato un percorso partecipato insieme a soggetti pubblici e privati che operano nelle varie fasi della filiera. Il Protocollo avrà durata di due anni dalla data di sottoscrizione dei Soggetti Promotori, con possibilità di rinnovo.

Particolare soddisfazione è stata espressa sia dal sindaco Federico Pizzarotti che dal consigliere incaricato alle Politiche agricole Sebastiano Pizzigalli i quali vedono in questo Protocollo d’intesa un’opportunità per il territorio, oltre che economica e di sostenibilità ambientale, anche per fare squadra e promuovere Parma e il parmense.

L’Università di Parma, con il lavoro dei docenti Flippo Arfini e Mariolina Gulli, l'Ateneo di Parma, con il Food Project, partecipa al progetto di Biodiostretto promosso dal Comune di Parma con duplice intento: quello di contribuire a promuovere un modello di sviluppo agricolo meno intensivo e più socialmente inclusivo e di creare nuove occasioni esperienziali e di studio per gli studenti dei Dipartimenti di Scienze Economiche, Scienze degli Alimenti e del Farmaco e di Scienze Chimiche, della Vita e di Sostenibilità Ambientale. L'Ateneo considera questo progetto come un "laboratorio vivente" dove immettere conoscenze e sapere nell'interesse del mondo agricolo, degli studenti e dei cittadini della nostra Provincia.

Giulietta Magagnoli, direttrice del Centro Agroalimentare di Parma, fa sapere che Cal negli ultimi anni si è ricollocato nel tessuto virtuoso delle realtà produttive cittadine. Lo ha fatto fermamente convinto del valore di tali scelte e della loro ricaduta positiva sul tessuto sciale del nostro territorio. Tra queste scelte ricade ovviamente anche quella dell’adesione a questo Protocollo d’intesa.

La sindaca di Neviano degli Arduini Raffaella Devincenzi, ha affermato che il progetto del Biodistretto di Parma, vede Neviano tra i soggetti attuatori e mirerà a potenziare e sostenere un settore, quello biologico, nel quale il Comune ha già investito nel tempo. Infatti esiste l’Oasi Biologica Nevianese con la quale si intendono sostenere e incentivare le produzioni biologiche, diffondendo nella popolazione la consapevolezza della valenza alimentare dei prodotti bio e, non da meno, il rispetto dell’ambiente.

Massimo Pizzarotti, rappresentante dell’associazione Parma Sostenibile, conferma l’impegno dell’associazione che dal 2015 con il suo progetto Mercatiamo, promuove attivamente l’agricoltura sostenibile di prossimità. Inoltre ha sottolineato che “il biologico è solo il punto di partenza imprescindibile per uno sviluppo rurale sostenibile, che deve essere più ambizioso e puntare a standard produttivi di qualità accessibili attraverso le migliori pratiche dell’agroecologia che garantiscano la rigenerazione dei suoli, la conservazione della biodiversità ed un’equa distribuzione del valore prodotto nella filiera corta”.

“Per l'Istituto Agrario del Polo agroindustriale Galilei Bocchialini, la partecipazione al Comitato Promotore del Biodistretto è importante,” - ha detto Fabrizio Manfredi - “perché nella formazione di studenti e studentesse da diversi anni cerchiamo di promuovere modelli di produzione e di consumo alimentare sostenibili, sia nelle lezioni teoriche, sia nelle visite aziendali proposte; l'azienda dell'Istituto è attualmente in conversione al biologico ai sensi del Regolamento europeo. Inoltre l'Istituto mette a disposizione a tutti i produttori agricoli locali il laboratorio Food Farm 4.0 per la preparazione di prodotti biologici in quanto già accreditato per la trasformazione di produzioni biologiche”.

Francesca Marconi, Presidente del Distretto di Economia Solidale, vede “il Biodistretto come strumento atto a perseguire il valore fondamentale di costruzione di comunità attraverso i valori del mangiare sano, accessibile a tutti, e della Sovranità Alimentare nel proprio territorio, il sostegno alle piccole realtà che attraverso una grande comunità possano vedere valorizzati e non schiacciati il proprio lavoro e impegno a tutela del territorio stesso in termini di tutela del lavoro e dell'ambiente”.

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