Fase 2, i parmigiani tornano in montagna: ecco tutte le regole da seguire

Le raccomandazioni del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano

“Il fine settimana è arrivato, il primo di una nuova e delicata fase - scrive l’Amministrazione di Coniglio ai suoi cittadini attraverso i social - Ci teniamo a ricordarvi che siamo ancora in emergenza sanitaria. La voglia di ritornare alla normalità è tanta, ma non dimentichiamo cosa si prova nell'essere chiusi in casa, dobbiamo essere prudenti per non tornare indietro. Rispettiamo le regole.”

Prudenza raccomandata anche dai vertici del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano. “Nei giorni scorsi - spiega Fausto Giovanelli, presidente del Parco Nazionale e coordinatore della Riserva di Biosfera MaB Unesco - a Lagdei e Lagoni, luoghi straordinari del nostro Appennino, tra acque, laghi e foreste in evoluzione e antiche tracce delle glaciazioni, abbiamo incontrato gli operatori, i gestori dei rifugi e le ditte impegnate nei lavori di manutenzione del patrimonio forestale. Incontri per coordinare la ripartenza dei lavori di miglioramento del patrimonio forestale e gli accessi al territorio del Parco Nazionale, ai parcheggi, alle strutture ricettive che si sono organizzate per un’attività d’asporto.” 

Questo fine settimana sarà utile per prendere le misure, infatti, dopo la delibera regionale ci si aspetta un grande afflusso di persone visto che gli spostamenti non sono più vincolanti al domicilio e si può fare attività motoria, individualmente, in tutto il territorio regionale. I nuclei familiari e i conviventi possono spostarsi insieme, purché rientrino in giornata alla loro abitazione.

Ovunque restano severamente vietati gli assembramenti e anche nel Parco Nazionale vanno indossate le mascherine e mantenute le distanze di sicurezza. Verranno effettuati controlli dalle autorità preposte.

“E’ un bene per tutti che si possa tornare a fare attività all’aperto, importanti per il recupero e il benessere psicofisico. – aggiunge Giuseppe Vignali, direttore del Parco Nazionale – L’importante è sfruttare le potenzialità del nostro territorio: ci si può distribuire su spazi naturali ampi e non essere costretti solo in luoghi densamente abitati come le aree urbane e periurbane. Ciò ovviamente ai fini di ridurre i rischi di contatto e i conseguenti pericoli di ripresa del contagio. Il Parco Nazionale, e più ampiamente la Riserva Uomo e Biosfera, possono offrire una grande rete di sentieri, carraie, strade minori, boschi, spazi aperti, mete naturalistiche e paesaggistiche che si possono raggiungere anche da punti di partenza meno noti e quindi meno frequentati.”

Da necessità virtù, quindi: questa può essere l'occasione per andare alla scoperta di nuovi percorsi, località e paesaggi che sono ovunque interessanti in questa primavera in Appennino. Chi sceglie l’alta Val Parma può riscoprire il Lagastrello, Prato Spilla, Valditacca, Lago Ballano, mentre la seggiovia per il Lago Santo è chiusa. L’importante è fare molta attenzione e rispetto a ogni rischio di sicurezza personale, compreso quello di perdere l'orientamento. Il Soccorso alpino regionale ha indicato sui propri siti specifiche raccomandazioni, essendo in questa fase più complicata e onerosa ogni azione di soccorso. 

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