Pedemontana, 1.460 controlli e 8 denunce: crolla il traffico del 65%

Dopo i decreti anti-contagio, le telecamere hanno registrato un calo medio del 65 per cento dei transiti, con punte fino all’85 per cento

Salgono a 1.450 i controlli effettuati dalla Polizia Locale dell’Unione Pedemontana Parmense tra il 14 e il 25 marzo nei comuni di Collecchio, Felino, Montechiarugolo, Sala Baganza Traversetolo, Calestano e Lesignano de’ Bagni. Di questi, 1.055 hanno riguardato gli esercizi commerciali e 405 gli spostamenti delle persone, tra le quali 8 sono state denunciate perché circolavano senza un giustificato motivo.

E mentre i controlli crescono, il traffico crolla. Un dato più che positivo, registrato dagli occhi elettronici del sistema di videosorveglianza dell’Unione Pedemontana posizionati lungo le arterie stradali che quotidianamente contano i veicoli in transito. Dall’entrata in vigore del decreto del Governo dell’11 marzo, che ha disposto la chiusura delle attività commerciali non essenziali, il traffico è sceso subito del 44 per cento. Un calo proseguito nella settimana dal 16 al 22 marzo, con il 62% dei veicoli in meno, che domenica 22, primo giorno di chiusura dei centri commerciali ha fatto registrare un crollo record
dell’85 per cento.

Nei primi tre giorni di questa settimana, da lunedì 22 a mercoledì 25 marzo, la diminuzione dei transiti si mantiene costante, tra il 64 e il 65 per cento. 

«Il rispetto delle misure che sono state adottate si valuta dai dati traffico veicolare e i numeri dimostrano quanto i nostri cittadini abbiano finalmente compreso l’importanza delle restrizioni anti-contagio adottate dal Governo e dalla Regione», sottolinea l’assessore dell’Unione alla Sicurezza e Protezione civile, nonché sindaco di Felino, Elisa Leoni. «Non
avremmo mai pensato di dover utilizzare le nostre telecamere per questo scopo – prosegue –. I numeri di veicoli in transito penso siano congrui rispetto al fatto che nei nostri comuni sono ancora tante le attività produttive di beni considerati essenziali che continuano a lavorare. Il settore agroalimentare rimane infatti l’attività economica principale del
nostro territorio».

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