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Domenica, 29 Gennaio 2023
Attualità Langhirano

Torrechiara, il prosciuttificio non si farà: negato il permesso a costruire

Europa Verde e i consiglieri di opposizione esprimono soddisfazione “Lo sviluppo delle imprese avvenga in aree dedicate e con rigenerazione urbana”

“È con soddisfazione che apprendiamo il diniego a costruire un nuovo prosciuttificio nell’area di Torrechiara, emanato oggi con determina dal Comune di Langhirano. La tutela del paesaggio, del suolo e della risorsa idrica ha prevalso su logiche speculative”. Lo dichiarano i consiglieri comunali di opposizione a Langhirano, Federica Di Martino (indipendente), Paolo Piovani (Insieme a sinistra per Langhirano) in una nota congiunta con
l’esecutivo di Europa Verde Parma. “Questo esito è frutto anche della mobilitazione dei cittadini e delle associazioni ambientaliste, che
teniamo a ringraziare per l’opera di sensibilizzazione e il loro impegno. Va il nostro plauso al Comitato di Pilastro, a Legambiente, WWF, Italia Nostra, Pro Natura, Cai e tutti gli altri soggetti che hanno contribuito a osservazioni tecniche e dato sostegno”. 

Un ringraziamento va ribadito anche agli enti chiamati in Conferenza dei Servizi che nonostante le pesanti pressioni subite hanno svolto un ruolo imparziale evidenziando tutte le criticità che avrebbe comportato la costruzione di un prosciuttificio nella zona di Arola – Torrechiara. Su tutto si
erge il vincolo paesaggistico che tutela Torrechiara, vigente dal 1976, inopinatamente ignorato dall’Amministrazione Comunale di Langhirano nelle valutazioni preliminari del procedimento e correttamente richiamato dalla Soprintendenza Belle arti e Paesaggio di Parma e Piacenza”.
“Ribadiamo ancora una volta che la nostra azione politica non è stata contro l’impresa o il mondo del lavoro. Tutt’altro. È un’azione di tutela del bene primario che abbiamo: l’ecosistema, sempre più compromesso da cementificazioni, frastagliamenti, occupazioni inadatte. Ci debbono essere, e ci
sono, aree in cui consentire lo sviluppo delle industrie, come la zona Apea di Pilastro, oppure puntando sul recupero di aree dismesse e degradate che, peraltro, nel Comune di Langhirano non mancano. Questo è il ruolo di una politica lungimirante chiamata a confrontarsi con l’obiettivo
europeo di diminuire del 55% al 2030 le emissioni climalteranti. Il primo passo è salvaguardare le aree di suolo vergine, come non a caso hanno chiesto le stesse imprese del comparto nella prima riunione che deve portare al nuovo PUG (piano urbanistico generale) per i comuni della Val Parma.
Il valore della Food Valley si ritrova sempre più nel preservare un contesto paesaggistico rurale e che valorizzi il patrimonio culturale”.

“Rimane il nostro giudizio negativo sul tentativo di adottare una procedura surrettizia per bypassare la legge regionale 24/17 che ha l’obiettivo del consumo di suolo zero. Si è voluto fare ricorso all’articolo 53 in modo improprio, per ottenere una deroga a costruire, trasformando la destinazione d’uso da suolo agricolo a produttivo industriale, asserendo come in “prossimità” un terreno distante oltre 5 chillometri dalla sede principale ed acquisito solo tre mesi prima nella disponibilità dell’azienda.

Un caso mai verificatosi in Emilia-Romagna e che avrebbe dato la stura a deroghe che renderebbero un colabrodo la pianificazione urbanistica. Su questo punto diventa urgente un provvedimento cautelativo della Regione, per eliminare il rischio di distorsioni della legge, cancellando il concetto di
“prossimità” per le deroghe”. “Continueremo a monitorare la situazione per impedire che rientri dalla finestra ciò che è uscito dalla porta. Siamo disponibili in tal senso a collaborare con il Comune di Langhirano e la Provincia di Parma per addivenire ad una buona pianifcazione degli usi del territorio, senza scappatoie. Allo stesso modo ci impegneremo per favorire l’estensione del vincolo indiretto sull’areale del paesaggio di Torrechiara, per una tutela più stringente a favore del bene collettivo dei cittadini”.

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