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Salvate le tartarughe nelle vasche del parco ex-Eridania: accese le telecamere di sorveglianza

"Salveremo tutte le tartarughe abbandonate impropriamente nel laghetto del parco ma da ora abbiamo un maggiore controllo"

E’ stato presentato in conferenza stampa l’esito positivo di una operazione di messa in sicurezza, ancora in corso, delle tartarughe acquatiche impropriamente abbandonate nel laghetto del parco ex Eridania.

“Un’operazione delicata volta a preservare la vita di animali abbandonati e obbligati a vivere in un ambiente non consono alle loro esigenze e in una situazione di pericolo in quanto più volte oggetto di atti violenti da parte di soggetti che frequentano il parco. Inoltre le vasche che li ospitano non sono idonee ad accogliere animali. L’azione di recupero e di salvataggio delle tartarughe è avvenuta grazie all’unione di intenti tra Amministrazione Comunale, settore Benessere Animale, e le associazioni M.E.T.A. e Parma Etica asd che concretamente stanno svolgendo le azioni di messa in sicurezza. Lanciamo un appello a tutti i cittadini affinchè si recuperi il rispetto per gli animali, affinchè ci sia una maggior cautela al momento dell’acquisto con una maggiore informazione. Non abbandonate gli animali, qualora nascessero delle difficolta nella loro gestione, vi preghiamo di rivolgervi alle associazioni così da trovare soluzioni alternative” ha introdotto l’assessora al Benessere Animale Nicoletta Paci.

Michael Leone di associazione M.E.T.A., ha ripercorso le fasi del recupero degli animali che è ancora in corso visto il sovraffollamento presente nel laghetto: “Abbiamo calcolato la presenza di almeno 200 esemplari con l’aiuto di veterinari esperti in animali esotici. Le operazioni di ‘salvataggio’ richiedono molto tempo in quanto sono presenti nelle vasche piante acquatiche con grosse radici che creano nascondigli per le tartarughe e vogliamo fare tutto creando minor stress possibile all’animale. Per ora ne abbiamo recuperate 70 e sono già state liberate in una oasi rifugio a Biella. L’emozione più grande è avvenuta al momento del rilascio in libertà: hanno reagito molto bene al nuovo habitat, hanno guadagnato velocemente l’acqua del fiume, hanno nuotato per alcuni metri per poi tornare indietro come per salutarci e ringraziarci. Continueremo fino recuperarle tutte. Hanno sofferto tanto queste tartarughe per il contesto non idoneo alle loro esigenze, per il sovraffollamento, per i pericoli creati dalla struttura non idonea, alcune riuscivano a scivolare fuori dalla vasca per poi non riuscire più a rientrarci. Altre a causa dell’uomo: una tartaruga ha il guscio colorato da bombolette spray, una vera violenza per l’animale che lo ha subito”.

Anche Simonetta Rossi di Parma Etica ha ribadito quanto serva recuperare una educazione sulla cura e sul rispetto per gli animali, lavorando non solo sui bambini ma anche sugli adulti.

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